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Rivera racconta: "Dovevo vincere un altro Pallone d'Oro, mi dissero che 'doveva' andare a Yashin"

Simone Lorini
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Simone Lorini
giovedì 13 novembre 2025, 12:45Serie A
13.11.2025 12:45Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Gianni Rivera, in una lunga intervista a Tuttosport ha parlato dei numeri 10, specie ormai in estinzione in Serie A: "Ormai quelli non esistono quasi più o giocano in altri ruoli, qualcuno sulla fascia. I fantasisti puri sono spariti. In Serie A apprezzo molto Leão".

Cosa risponde a chi critica Leão, dicendo che è troppo discontinuo?
"Neanche Pelé vinceva da solo tutte le partite. Leão è bravo e va lasciato in pace. Fa giocate che tanti altri, pur impegnandosi come e anche più di lui, non sono in grado di fare. Rafa può migliorare ancora. Va sostenuto, senza ogni volta discuterlo alla prima gara in cui non riesce a segnare".

Riguardo alla possibilità di allenare, Rivera ha confermato di aver avuto l'occasione di diventare l'allenatore del Milan negli anni Ottanta. Ha spiegato, tuttavia, che con l'arrivo di Berlusconi la proposta cambiò: gli fu offerto di diventare il presidente dei Milan club. A quel punto decise di declinare l'offerta e intraprendere la carriera di parlamentare. In merito a un aneddoto sul Pallone d'Oro, Rivera ha rivelato che avrebbe dovuto vincerlo un altro anno, prima di quello effettivo. Ha spiegato che la motivazione per cui non gli fu assegnato in quell'occasione fu che il premio doveva andare a Lev Yashin, una scelta dettata un po’ come premio alla carriera, un po’ per le questioni dell’URSS.

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