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Sassuolo, Vina: "Mi sono trovato subito bene con Dionisi. A Roma una bella esperienza"

Sassuolo, Vina: "Mi sono trovato subito bene con Dionisi. A Roma una bella esperienza" TUTTOmercatoWEB
© foto di Insidefoto/Image Sport
Alessio Del Lungo
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Alessio Del Lungo
giovedì 17 agosto 2023, 16:53Serie A

Matias Vina, terzino sinistro del Sassuolo, ha parlato così ai canali ufficiali del club neroverde: "La prima partita è stata un po' strana perché era l'esordio ed è sempre difficile mantenere l'attenzione, ma penso che l'abbiamo giocata bene. Abbiamo passato il turno, che è la cosa più importante, ora dovremo migliorare partita dopo partita, lavorando per questo".

Come sta fisicamente?
"Devo lavorare un po' perché non ho fatto la preparazione con nessuna squadra, ho lavorato da solo. Mi manca un po' per essere al 100%, sono due settimane che sono qui e che lavoro con i compagni".

Che gruppo ha trovato?
"Mi sono trovato davvero bene, la squadra mi ha accolto molto bene. Al gruppo piace allenarsi, stare attenti, competere... Penso che siamo una squadra giovane che può fare tanto bene. L'ho guardata tanto quando ero a Roma, giocava benissimo ed è ciò che mi è piaciuto e che mi ha fatto venire qua".

Con chi ha parlato prima di venire qua?
"Tanto con Alvarez, uruguaiano come me, e mi ha detto com'era il centro sportivo, com'erano i compagni e tutto quanto. Ho parlato anche con Touré, con cui ho giocato in Inghilterra, e mi hanno parlato benissimo di tutto, il che mi ha dato la motivazione per venire qua".

Cosa l'ha colpita di più?
"Il centro sportivo, penso che sia bellissimo. C'è tutto per crescere, si inizia da queste cose. È la cosa più importante per preparare la partita".

Come si è trovato con Dionisi?
"Mi sono trovato bene, abbiamo parlato a volte di come pensa di affrontare le partite, di come posso giocare qui... Cercheremo di trovare idee giorno dopo giorno per migliorare".

Che obiettivi ha?
"Il mio pensiero è vincere, poi vediamo partita per partita cosa può succedere. Bisogna pensare a preparare la settimana, quello che potremo fare si vedrà nel corso della stagione".

Com'è andata al Bournemouth?
"Esperienza bella, mi è piaciuto tanto stare lì. La Premier è un calcio fortissimo, è diverso... Sono un po' più avanti di tutti, è più intenso, ma sono stato bene. Sono andato per giocare perché a Roma non avevo molto spazio e a me ha fatto comodo. Ora sono qua con la stessa mentalità, voglio aiutare la squadra. In Premier comunque la cosa che colpisce di più è l'intensità, la corsa nei 90 minuti è tanta e le prime due settimane in Inghilterra non finivo gli allenameni, andavano troppo forte. Poi mi sono trovato bene e ho fatto bene. Adesso sono qui per far bene pure qui, anche meglio".

E a Roma?
"A Roma ho iniziato bene giocando, poi ho avuto meno spazio, ma è stata una bella esperienza. Sono arrivato dal Brasile in un calcio molto tattico ed ho iniziato ad imparare tanto. In Sudamerica non si lavora tanto tatticamente e qua è quello che fa la differenza. Il 2018 per me poi è stato l'anno più difficile, mi sono infortunato e non ho giocato un minuto. Ho pensato anche di lasciare il calcio, ma nel 2019 ho vissuto uno degli anni più importanti grazie a Gutierrez, il mio allenatore che mi ha trovato e mi ha fatto sentire più a mio agio".

Qual è il titolo che ha vinto a cui tiene di più?
"Il trofeo più importante che ho vinto è stata la Libertadores, una cosa bella. Vincere è la cosa più importante nel calcio, tutti lo vogliono. Arriva o non arriva, ma ho fatto il massimo per quello ed è la cosa più importante. Ho vinto in Uruguay con il Nacional, che è la squadra del mio cuore, ed è stato bellissimo perché abbiamo vinto contro i nostri rivali, fu incredibile. La Libertadores però è la cosa che tutti i bambini sudamericani sognano di vincere".

L'esperienza al Palmeiras come la giudica?
"Bella squadra. I primi a credere in me, è stato il primo mio passaggio e fu una decisione buona. In Brasile ci sono i terzini migliori, ho imparato tanto e mi è piaciuto tanto stare lì".

Cosa prova a giocare per l'Uruguay?
"Per me è un orgoglio, è la cosa più importante. Tutti i calciatori uruguaiani sognano di giocare in Nazionale, ma è difficile, per quello sei tanto contento quando sei lì. L'ultima gara sono stato capitano, è stata un'emozione molto grande e un orgoglio immenso. In Nazionale ho tanti amici, ma quello con cui ho legato di più è Gimenez, con cui ho un'amicizia personale".

Che rapporto ha con la scuola?
"Mia madre è una professoressa, era severa con me. L'anno in cui mi feci male alla clavicola, mi alzavo alle 5 per allenarmi, poi fisioterapia e di notte fare la scuola. Fu duro, ma si può fare".

Perché ha scelto il 17?
"Non è stata sempre la mia maglia, ma quando era libera l'ho presa perché è un numero che mi piace"

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