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Senza Luis Alberto, Milinkovic trascina la Lazio: il Sergente domina il Sassuolo

Senza Luis Alberto, Milinkovic trascina la Lazio: il Sergente domina il SassuoloTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Insidefoto/Image Sport
lunedì 25 gennaio 2021 09:15Serie A
di Riccardo Caponetti
fonte Dall'inviato allo Stadio Olimpico, Roma

Senza Luis Alberto, doveva essere lui a prendersi la Lazio sulle spalle nello scontro diretto col Sassuolo. Lo sapeva e l'ha fatto, Milinkovic, autore di una prova maiuscola ieri all'Olimpico. Stanco e poco lucido, dopo 93 minuti da tuttocampista, nel finale ha sbagliato un paio di scelte il serbo, che però è stato l'uomo in più nella vittoria per 2-1 dei biancocelesti. Con un terzo tempo degno del miglior palcoscenico di basket, e non a caso la sorella e la mamma sono due cestiste, ha rimesso il punteggio in parità a metà primo tempo (è il suo 4° centro stagionale). Poi ha impreziosito la prestazione con duelli vinti, recuperi in fase difensiva e giocate sopraffine dalla metà campo in avanti.

Quanto conta, Milinkovic c'è. L'anno scorso, prima del lockdown, ha realizzato di sinistro il gol decisivo nel big match contro l'Inter. In questa stagione si è ripetuto sempre contro i nerazzurri, di testa, nell'1-1 dell'Olimpico. Poi su punizione ha segnato nel 4-3 in casa del Torino e contro lo Spezia, nella vittoria per 2-1. E ieri ha dato il via alla rimonta nello scontro diretto col Sassuolo. La banalità non è di casa per il centrocampista serbo, che segna sempre quando ce n'è più bisogno. Non firma vittorie larghe, no, mette lo zampino nei momenti cruciali. Quando la palla scotta e i fuoriclasse, per essere tali, devono fare la differenza: missione compiuta, per il Sergente biancoceleste.

Il 27 febbraio compirà 26 anni Milinkovic, che ormai è maturato sotto ogni punto di vista. In campo non fa più tacchi o giocate fine a se stesse, come gli accadeva nei primi anni nella Capitale, ma privilegia la concretezza. E poi è diventato un leader anche umano, oltre che tecnico. «Nonostante le assenze ci siamo uniti, quello che più conta è che ci siamo riavvicinati alla zona Champions. Cosa è mancato in passato? Non lo so - ha spiegato ieri - forse la mentalità e la compattezza. Ora siamo più squadra rispetto a prima». Parole da trascinatore, parole da Milinkovic.

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