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Ds Crotone: "Cerchiamo di non finire ultimi. Simy e Messias meritano la Serie A"

TMW RADIO - Ds Crotone: "Cerchiamo di non finire ultimi. Simy e Messias meritano la Serie A"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Carmelo Imbesi/Image Sport
lunedì 03 maggio 2021 18:36Serie A
di Dimitri Conti

Giuseppe Ursino, ds del Crotone, è intervenuto in diretta a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Il campionato per noi è stato particolare: sì, avevamo vinto la Serie B, ma dovendo fare la Serie A subito non c'è stato un momento di pausa, e senza ritiro la squadra è stata in difficoltà fin dall'inizio. Comunque siamo stati capaci di valorizzare tre-quattro giocatori alla grandissima, cosa che non avevamo mai fatto al Crotone neanche quando abbiamo ottenuto migliori risultati. Potevamo fare di più e ci sono stati degli errori, ora cercheremo di non finire ultimi".

Simy si è messo in mostra.
"Il primo è cresciuto tantissimo nel corso degli anni, quest'anno fuori dal normale: può stare tranquillamente in Serie A, in una medio-alta. Sembra sgraziato ma non è così, ha ragione quando dice che è fatto in quel modo ma la palla la mette dentro".

Lo vede prima riserva in una big?
"Sì, è molto intelligente e non si deprime mai. In panchina ci sta ma vuole arrivare sempre al massimo: l'ho visto in questi anni, sin dal primo minuto di Crotone ha avuto certe ambizioni e per me ci riuscirà".

Messias non è stato da meno...
"Ha potenzialità enormi, è completo e può giocare in qualsiasi squadra della Serie A. Tecnica, progressione, dribbling: ha tutto, oltre ad essere molto serio. Uno integro come lui che non è stato mai sfruttato praticamente non ha 29 anni, gli dico sempre che ne ha 25, al massimo 26".

Balzano agli occhi gli 85 gol subiti. Perché?
"Si parla sempre di singoli ma in una squadra di calcio si gioca di reparto. Le difficoltà ci sono state, su alcuni giocatori come Magallan o Luperto ci contavamo, lo stesso per Golemic e Marrone. Alcuni di questi hanno avuto un'annata tribolata, ma è evidente che una squadra come la nostra non potesse giocare in quella maniera dietro. Mettendoci a tre per fare come Juric e Gasperini ti ci vogliono giocatori aggressivi".

Quanto sarà importante scegliere bene il prossimo allenatore?
"A Crotone è sempre stato fondamentale, sarà una scelta determinante. Non abbiamo ancora deciso, vedremo cosa succederà alla fine della stagione. Certamente sia Stroppa che Cosmi sono entrambi molto bravi: col primo abbiamo vinto un campionato, il mister attuale sta facendo un ottimo lavoro".

La Serie B vi sta stretta e la A un po' larga?
"Una categoria nel mezzo purtroppo non c'è! Secondo me, come dice il mio presidente, negli ultimi anni il Crotone ha fatto cose straordinarie. Tre campionati di Serie A e una decina di B, sempre a livelli altissimi e facendo giocare sempre ragazzi interessanti. Siamo una società piccola ma molto organizzata, ci sono persone molto preparate sia nell'amministrativo che nel gestionale. Il segreto del Crotone è proprio nella società, che negli anni non fa mancare mai niente e vede i ruoli rispettati. Ma anche l'entusiasmo dei tifosi: certi risultati, soprattutto in casa, non sono venuti perché ci è mancato il loro trasporto. Altrimenti la squadra, sul lato tecnico, non era troppo inferiore rispetto ad altre che si salveranno".

Se le aspettava Torino, Cagliari e Fiorentina invischiate fino in fondo?
"Assolutamente no. Il Cagliari secondo me puntava pure a classificarsi tra le prime sette-otto, senza parlare di Torino e Fiorentina... Ormai il livellamento lineare rende ogni campionato molto difficile, le squadre materasso non ci saranno più, basta vedere Spezia e Benevento che comunque lottano fino in fondo per salvarsi".

Lei ha avuto Juric: lui ha bisogno di una squadra adatta a lui o no?
"Lui è come Gasperini, vogliono squadre che abbiano per prima cosa una certa mentalità di sacrificio e determinate caratteristiche, vedi aggressività, e poi con un sistema di gioco che sia sul 3-4-3 o 3-4-2-1. Sono comunque bravi a cambiare modulo durante la partita... Ivan è molto preparato, è riflessivo e cura tutti i particolari: di certo gli serve una squadra adatta".

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