Vanoli: "Giusto che la Fiorentina faccia le sue valutazioni. Se rimarrò, voglio una squadra forte"
Paolo Vanoli, allenatore della Fiorentina, è intervenuto a margine del "Trofeo Maestrelli". Queste le sue dichiarazioni raccolte da TMW: "Sono orgoglioso di essere qua a ritirare un premio che hanno ottenuto in passato tanti grandi allenatori. Questo premio non è solo mio, ma voglio dedicarlo al mio staff e a tutta la gente che ha sofferto con me, compresi gli 'invisibili' del Viola Park. Il premio più grande è stato quando mi hanno abbracciato e detto grazie, poi non dimentico il tributo della gente nell'ultima partita. Firenze si merita un palcoscenico diverso, adesso si può pensare al futuro e a un grande futuro per la Fiorentina".
Sul futuro di Vanoli e della Fiorentina: "Adesso penso al premio, perché non ho mai avuto il tempo per godermi quello che ho fatto da novembre a oggi. Ho capito che ho fatto qualcosa di importante soltanto col tributo dopo l'ultima partita di campionato. Ringrazierò sempre i tifosi viola e anche la società, che mi è sempre stata vicino. Purtroppo non ho avuto il piacere di conoscere Rocco Commisso di persona, è venuta a mancare una grandissima persona, ma vedo sua moglie e Commisso jr molto impegnati per portare la Fiorentina dove si merita".
Sul confronto con Joseph Commisso: "L'ho sentito dopo la salvezza, è un piacere vedere l'entusiasmo e la voglia che ha. Questa settimana ci saranno degli incontri da definire, ma l'importante è il bene della Fiorentina".
Sul campionato della Fiorentina: "A Torino volevamo fare un regalo alla sofferenza dei nostri tifosi, anche se non abbiamo fatto bene tutto l'anno".
Sui giovani della Primavera lanciati in prima squadra: "Sono rimasto dispiaciuto per le critiche verso i giovani, quando io sono un allenatore che ha lavorato otto anni nelle giovanili della Nazionale e ovunque sia andato ho sempre lanciato tanti giovani. Si è parlato poco di Balba per esempio, un 2006 che io ho avuto il coraggio di mandare in campo nelle partite più importanti. Credere nei giovani significa però anche saperli tutelare, guardate la storia di Braschi: non si meritava tutte quelle polemiche sul mancato riscaldamento e sono contento che abbia segnato. Ho avuto in mano dei grandi ragazzi e faccio loro un grandissimo in bocca al lupo".
Su quanto è mancato Kean: "Tanto, perché coi gol dell'anno scorso ha dimostrato di essere un giocatore con un peso importante in Serie A. Siamo stati bravi a sostituirlo col collettivo, segnando coi centrocampisti".
Sul momento più bello vissuto in questi mesi: "Il tributo dello stadio è stato il regalo più importante. Quella è la mia foto della stagione, perché ha rappresentato quello che io ho fatto per tenere la Fiorentina in Serie A".
Ancora sul suo futuro: "Io ho detto che, se dovessi restare, non voglio rimanere per riconoscenza. È giusto che un club abbia in mano l'opzione e faccia le sue valutazioni. Io ho la tranquillità e la serenità di aver dimostrato coi numeri. Dopodiché, se dovessi essere l'allenatore del futuro, ho sempre detto che sono ambizioso e voglio una Fiorentina di alto livello".











