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Carrarese, Calabro: “Frosinone schiacciasassi. Orgoglioso delle 100 panchine”

Carrarese, Calabro: “Frosinone schiacciasassi. Orgoglioso delle 100 panchine”TUTTO mercato WEB
© foto di FEDERICO SERRA
Luca Bargellini
Oggi alle 14:19Serie B
Luca Bargellini

A due giorni dal match in casa del Frosinone primo in classifica, Antonio Calabro, tecnico della Carrarese, ha analizzato i temi della sfida contro la formazione ciociara:

Mister, prima di parlare della prossima partita, un commento sulle sue 101 panchine alla Carrarese.
“È successo tutto molto velocemente, non mi ero reso conto del tempo che stava passando. Quando mi hanno detto che a Reggio Emilia avrei raggiunto le 100 panchine ho provato una sensazione bellissima. È un traguardo importante per me e per il mio staff. Lo condivido con chi mi ha accompagnato fin dal primo giorno, come il mio secondo Peppe Padovano. Sono state cento ‘favole’, speriamo che il futuro possa regalarcene altrettante, o comunque altre importanti come quelle già vissute”.

Tra queste, tolte la finale con il Vicenza e il derby con lo Spezia, quale le è rimasta più nel cuore?
“Ce ne sono tante. Il percorso è stato lungo: dalla prima partita contro la Vis Pesaro, alla prima in casa con la Torres, passando per i playoff con Benevento e Perugia, fino alla finale con il Vicenza e il debutto in Coppa Italia. Ogni partita è stata un’esperienza unica, vissuta sempre con grande entusiasmo. È difficile sceglierne una sola”.

Il numero di panchine in gialloblù è destinato a crescere?
“Sicuramente arriveranno a 102, 103, 104… Ho un altro anno di contratto e sono concentrato sul finale di campionato. Queste sono domande che tornano spesso, ma la risposta è sempre la stessa: io spero di restare il più a lungo possibile. Però nel progetto Carrarese allenatori e giocatori passano, mentre la cosa più importante è la famiglia Gemignani, che rappresenta la base solida del club”.

Sabato affronterete il Frosinone, una delle squadre rivelazione del campionato: si può fare risultato?
“Del Frosinone si dicono tante cose giuste: ha iniziato bene e sta continuando su quella linea, ha perso pochissimo e ha un’identità chiara. Però bisogna anche ricordare che molti giocatori arrivano dalla Serie A, quindi il loro livello è alto. Più che sorprendere quest’anno, forse l’anno scorso hanno reso meno di quanto potevano. Oggi stanno facendo qualcosa che è nelle loro corde”.

Frosinone e Carrarese sono tra le squadre più giovani: è la dimostrazione che si può fare bene così?
“Sì, si può fare bene soprattutto con i giovani, ma serve uno scouting di qualità che sappia individuarli. Il progetto del Frosinone parte da lontano, non è qualcosa nato quest’anno”.

All’andata fu una partita particolare: qual è il segreto per affrontarli?
“Hanno un canovaccio tattico molto chiaro: duelli uomo contro uomo a tutto campo. Si prendono dei rischi, ma poi sono pericolosissimi nelle ripartenze, con attaccanti che restano alti e mettono in difficoltà chiunque. Anche dalla panchina hanno alternative importanti”.

Allo Stirpe si aspetta una gara diversa rispetto all’andata?
“No, perché il Frosinone gioca sempre allo stesso modo, in casa e fuori. Tutti hanno provato a trovare contromisure, ma il fatto che abbiano perso solo tre partite dimostra quanto siano efficaci”.

Come sta la squadra dal punto di vista fisico?
“Abbiamo diversi acciaccati. La partita di Pescara ci ha tolto molte energie e in questi giorni abbiamo lavorato soprattutto per recuperarle. Mancano ancora due allenamenti e dovremo fare valutazioni attente: non è detto che tutti siano a disposizione”.

Recuperi come Schiavi e Olliana?
“Non faccio nomi, perché la situazione è in evoluzione e non voglio dare vantaggi né dire cose inesatte”.

Contro il Pescara avete cambiato sistema in corsa: può essere una soluzione anche per il Frosinone?
“Ci può stare tutto: può essere una strategia iniziale, in corso o anche una scelta forzata. Valuteremo in base alle esigenze della partita”.

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