Bari, Marino: "Sono qui per vincere, non per fare la villeggiatura"
Prima conferenza stampa da direttore generale del Bari per Pierpaolo Marino. Al suo fianco anche il nuovo tecnico del club, Massimo Rastelli. Il dirigente ha spiegato le ragioni della scelta di sposare il progetto biancorosso, annunciando una vera e propria rifondazione della rosa e toccando anche i temi caldi legati all'inchiesta societaria. Ecco le dichiarazioni raccolte da TuttoBari.com.
Marino: "La scelta più difficile e intrigante della carriera"
"Mi hanno fatto in tanti una domanda: perché hai scelto Bari? Io vi dico che questa di Bari è per me la scelta più difficile e intrigante della carriera. Non sono sordo o cieco da non capire quali siano le difficoltà, vi dico che ho l'esperienza per capire al volo le situazioni, vi dico che nella mia carriera ho affrontato difficoltà di tutti i tipi. Ad esempio con uno stadio inagibile per terremoto. Oppure, quando mi hanno arrestato il presidente al calciomercato, che poi fu assolto e mi ritrovai una società sulle spalle. O a Bergamo, nel pieno del caso calcioscommesse: non solo supererai due anni di penalizzazioni, con arresti di calciatori, ma abbiamo gettato le basi per l'Atalanta di oggi. A Udine ho fatto dodici campionati. Vengo a Bari e trovo un ambiente freddo nei miei confronti: ma questo mi stimola, la mia è una scelta ponderata, ci ho riflettuto tanto. E' la sfida più importante della mia carriera. Aiutatemi a fare quello che so fare: riconciliare la gente col calcio, portare i club al loro valore reale sportivo. Il Bari non solo merita la A, ma merita anche uno scenario internazionale anche se mi direte che sono pazzo. Io ora devo gettare le fondamenta. Io vengo qui per fare calcio, questo so fare".
"Il Bari dovrà essere un palazzo di cristallo"
"Il Bari dovrà essere un palazzo di cristallo in cui tutti potranno guardare dentro. E noi avremo piacere quando verranno a guardare. Il nostro lavoro sarà chiaro, onesto, competente e propedeutico a creare valore. Ho approfondito tutti i problemi che dovevo approfondire. Ci sono voluti parecchi giorni. Ecco perché il comunicato ha tardato tanto. Mi avevano chiamato anche squadre di categoria superiore, non sono andato nemmeno a parlare perché non c'erano i presupposti. E' un atto di coraggio e determinazione di una persona che ha scelto la sfida e che vuole vincere questa sfida. Vi devo dire che sono qui per vincere e non per fare la villeggiatura. Quindi prima di accettare ho avuto assicurazioni che avrei avuto il budget necessario per ricostruire una squadra che è ridotta ora a 6-7 elementi. Ma non mi spaventa, mi è già capitato. Mi piace questa rifondazione, lo farò in ottica prospettica, prenderò calciatori che tenterò di portare anche nelle categorie superiori".
Marino: "Chi non crede nel progetto non lo voglio tenere"
"Io scudo per il club? La mia professionalità prevede anche questo, le responsabilità me le prendo. Ma sono abituato a farlo. Vi assicuro che se le cose non andranno come dico, io non sono qui per l'ingaggio. Ho una società di consulenza. Non ho problemi a dire vi saluto e vado. Sono una persona mite, umile. Non sono venuto per fare la voce grossa, ma se mi fanno arrabbiare so fare la voce grossa, soprattutto negli spogliatoi dove si può incidere. I profili da cui ripartire? E' una rifondazione obbligata. Qualcuno chiederà di andarsene e qualcuno lo vorremo mandare via noi probabilmente. Per vincere uno dei campionati più difficili della storia, bisogna dominare, fare gol. Nella rifondazione tecnica cercheremo di condividere con il mister tutte le situazioni: lui dovrà essere sempre felice dei calciatori che gli affideremo. Vogliamo una squadra che possa durare nel tempo. Io sono direttore generale e direttore area tecnica. Ho avuto la possibilità di scegliere l'allenatore e ho la possibilità di scegliere un mio collaboratore. Lo farò a breve. Sceglierò un direttore sportivo. Ma è chiaro il discorso che le decisioni sono da riferire alla mia persona. I calciatori? Chi non crede nel progetto, non lo voglio tenere. Nello spogliatoio del Bari c'era un virus da sconfitta. Bisogna disinfettare tutto, pure le pareti. Sul settore giovanile è stato investito un milione ogni anno, questo è da grande club. A Udine si investiva la stessa cifra. Vi anticipo che andremo con 7 calciatori della Primavera in ritiro".
Marino su vendita e inchiesta: "Escludo assolutamente il fallimento"
"La vendita del Bari? Non la faccio io. Io sono qui per portare più in alto possibile il Bari. Per quanto riguarda l'inchiesta, posso dire che ho studiato la situazione: per miei pregressi, sono cose che propendono per un'inesistenza dei fatti addebitati. Nel momento in cui un passaggio di giocatori è supportato da una perizia giurata fatta da un perito, che conosco, con una qualità notevole, non si può dire che si siano passati i soldi da una tasca all'altra. Escludo assolutamente il fallimento. Sarei stato un folle a venire in uno scenario del genere".






