Taranto, Capuano fra Rita da Cascia e Robin Hood: "Io, allenatore dei casi disperati"
“Le chiacchiere stanno a zero, sono un uomo concreto, l’allenatore dei casi disperati. Mi sento come Rita da Cascia, la santa dei casi impossibili”. Mai banale Eziolino Capuano, tecnico del Taranto con cui si è salvato in anticipo nel Girone C di Serie C e ora punta a un posto nei playoff, nell’intervista rilasciata al Corriere dello Sport: “Taranto era una delle tre piazze dove volevo tornare. Fui cacciato 21 anni prima da Pieroni senza un motivo reale e giurai che sarei tornato per fare grandi cose.
Le altre due sono Sambenedettese, dove fui cacciato da secondo con la possibilità di salire in Serie B, e Avellino dove sognavo di allenare dai tempi di Antonio Sibilia, tra i pochi presidenti a capirne di calcio. Era una situazione societaria disperata, la portai ai playoff e fui cacciato, nonostante l’eredità lasciata. - continua Capuano tornando sul Taranto - Il presidente Giove, dopo due giornate, mi affidò una squadra costata niente chiedendomi la salvezza. Noi come Robin Hood? In effetti è così, abbiamo tolto un posto nei playoff ai ricchi dandolo a noi poveri del Taranto che vantiamo la seconda migliore difesa dopo il Catanzaro”.






