Il Pontedera scarica capitan Caponi: "Puoi trovare un’altra squadra. Il progetto è cambiato"
Una retrocessione in Serie D che brucia ancora, un progetto non ancora ben chiaro, e una ripartenza con tante incognite: estate difficile per il Pontedera, che, per la ripartenza, ha scaricato Andrea Caponi. Il capitano, storico, non farà più parte della rosa granata.
Ad annunciarlo, lui stesso, mediante il post Instagram che di seguito riportiamo:
"'Puoi trovare un’altra squadra. Il progetto è cambiato'. Sono tornato a gennaio con una stretta di mano e una promessa per il futuro, me ne vado ora con una frase che per me è come una pugnalata al petto. L’avevo immaginata diversa la mia seconda vita con la maglia del Pontedera. La squadra della mia città, dei miei amici, della mia gente. Della mia famiglia, di babbo e Manuel.
Sono tornato a gennaio dando fino all’ultimo briciolo delle mie energie per conquistare una salvezza che non è arrivata. Fidandomi di chi mi ha prospettato un futuro in questo club. Ho dimostrato a tutti che a 38 anni in Serie C ci puoi giocare e fare bene, perché quando ti alleni, stai bene e hai le motivazioni giuste non c’è categoria che possa fermarti. Sono tornato fregandomene dei soldi, delle chiacchiere, di tutto. Sono tornato perché Pontedera è casa mia. Ho giocato, ho lottato, ho visto cose che non mi sono piaciute, ho fatto la panchina, ho sofferto in silenzio per dimostrare che Andrea Caponi nello spogliatoio non è un problema, come diceva qualcuno.
Ho continuato ad allenarmi dopo la fine del campionato guardando ogni giorno il telefono. Pronto a lottare ancora con la maglia granata. La maglia più bella del mondo. Sto bene, ho voglia di giocare, di dare tutto. Volevo farlo con il Pontedera, per Pontedera e per i Pontaderesi.
Ma ora mi sono sentito dire che Andrea Caponi non fa parte del progetto. Addio promesse, addio strette di mano, addio sorrisi, addio tutto. Cancellato.
Non so cosa sarà del Pontedera e non vi nascondo che ad oggi per me essere ottimista – da tifoso – è abbastanza difficile, ma so che di sicuro il granata scorrerà sempre nelle mie vene.
Il Pontedera è dei Pontaderesi e lo sarà per sempre.
Continuerò a correre su quel rettangolo verde. Con un’altra maglia e una ferita enorme nel cuore. Ma niente cancellerà mai il mio legame col Pontedera. La squadra della mia città. La squadra della mia gente. La squadra della mia famiglia.
Forza granata, sempre. Non doveva finire così".






