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Da Manchester a Liverpool, il giorno degli addii: lacrime per B. Silva, Guardiola, Salah e Robertson

Da Manchester a Liverpool, il giorno degli addii: lacrime per B. Silva, Guardiola, Salah e RobertsonTUTTO mercato WEB
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Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 19:47Calcio estero

L’ultima giornata di Premier League ha regalato emozioni fortissime in due degli stadi più iconici d’Inghilterra. All’Etihad Stadium e ad Anfield sono andate in scena celebrazioni e commiati destinati a rimanere impressi nella memoria dei tifosi, con protagonisti alcuni dei simboli più importanti dell’ultimo decennio del calcio inglese.

A Manchester si è chiusa ufficialmente l’era di Bernardo Silva e Pep Guardiola. Dopo quasi dieci anni con la maglia dei Citizens, il centrocampista portoghese ha salutato il pubblico dell’Etihad ricevendo una lunghissima standing ovation e il tradizionale pasillo de honor da parte di compagni, avversari e staff tecnico. Un tributo riservato alle leggende, a chi ha contribuito in maniera decisiva a trasformare il Manchester City in una delle squadre più vincenti d’Europa.

L’emozione ha preso il sopravvento sul numero 20, incapace di trattenere le lacrime durante gli ultimi istanti sul terreno di gioco. Accanto a lui, visibilmente commosso, anche Pep Guardiola. Il tecnico catalano, che proprio come Bernardo ha diretto la sua ultima partita con i Citzens, ha assistito tra le lacrime all’uscita di uno dei calciatori più rappresentativi della sua gestione, e ne ha versate altre quando la "passerella" è toccata a lui.

Ma le emozioni non si sono fermate a Manchester. Anche ad Anfield è stato il giorno dei saluti. Il Liverpool ha infatti reso omaggio a Mohamed Salah e Andrew Robertson, due pilastri dell’epoca più brillante dei Reds nell’era moderna. I tifosi hanno accompagnato con cori, applausi e commozione l’addio di due protagonisti assoluti della rinascita firmata Jürgen Klopp e dell'ultimo biennio di Arne Slot.

Salah lascia Liverpool dopo aver riscritto record su record, diventando uno dei migliori marcatori della storia del club e uno dei volti simbolo della conquista della Champions League del 2019 e delle due Premier League. Al suo fianco, Robertson ha incarnato per anni lo spirito combattivo della squadra, imponendosi come uno dei terzini sinistri più forti e continui del panorama europeo. È finita un'era: la Premier perde quattro grandi protagonisti (forse tre, perché Robertson potrebbe restare in Inghilterra) e si prepara ad accogliere altri fuoriclasse, in un cerchio che non sembra chiudersi mai.

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