Infantino chiede aiuto agli USA? Il vice-segretario di Stato: "Nessuna chiamata"
Secondo le informazioni riferite dal New York Post il presidente della FIFA, Gianni Infantino - rimasto isolato a causa dell'ondata mediatica negativa di cui è oggetto in queste settimane - sarebbe pronto a chiedere aiuto all'amministrazione Trump per ripristinare il suo blasone e recuperare punti in termini di popolarità.
Infantino rimane solo
La vicenda è nota: il tentativo di privatizzazione della Coppa del Mondo in particolare ha scatenato ulteriori polemiche a livello internazionale e molte federazioni sono passate all'attacco. In particolare il New York Post parla del fatto che Infantino avrebbe dovuto avere un confronto diretto con il segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio. "Voleva parlare online con il Segretario di Stato per discutere di come il calcio potesse essere una forma di influenza positiva per gli Stati Uniti", avrebbe detto una fonte ben informata ai media americani. "Ma sappiamo tutti che si tratta soprattutto di preservare i posti di lavoro", sarebbero state le parole della fonte. Insomma, si parlerebbe di una sorta di caccia agli alleati secondo la stampa americana.
Il vice-segretario smentisce
Un'informazione che però è stata rapidamente smentita dal vice segretario di Stato, Dylan Johnson. "Non c'è nessun progetto per Marco Rubio per parlare con Infantino e non c'è stata nessuna chiamata questo (lunedì) mattina", ha scritto sul suo account X l'assistente segretario dell'Ufficio per gli affari pubblici globali all'interno del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.






