Il Como Women ha le idee chiare. Verdun: "Vogliamo vincere, ma tutto passa dalla crescita"
"È stata una stagione per me abbastanza up e down, tante lezioni imparate e tanti accorgimenti fatti, sia a livello sportivo che non, ma è stata una stagione finita bene, ora si continua a lavorare. Le giocatrici sono un po' in vacanza, ma la macchina continua ad andare avanti": esordisce così, nell'intervista rilasciata ai canali ufficiali del club, il CEO del Como Women Nicola Verdun, che ha parlato in vista della prossima stagione.
Che vedrà le bianconere ancora ai nastri di partenza della Serie A Women: "Le ragazze mi hanno insegnato tanto, è stato bello capire come lavorare di gruppo, come toccare le corde di ogni singola calciatrice, lavorare con un gruppo di sole donne è diverso. Le soddisfazioni però son state tante, a cominciare da ciò che abbiamo costruito, come a esempio il centro sportivo, in un paese come l'Italia dove alle volte ci sono lacune sulle infrastrutture: ma crescere sotto questo punto di vista era fondamentale, anche per il nostro settore giovanile, sul quale abbiamo lavorato tanto, lo abbiamo compattato alla nostra prima squadra. Speriamo di vedere una crescita del progetto complessivo, perché, a mio modo di vedere, il risultato è solo la conseguenza di ciò che si fa. Questo anno abbiamo avuto esempio del dispiacere che si ha a non vincere, e chiaramente l'anno prossimo ci piacerebbe farlo, ci piacerebbe vincere, ma non abbiamo l'assillo, solo la consapevolezza di potercela giocare contro tutti: servirà un pochino più costanza".
Parlando quindi di obiettivi: "Vogliamo migliorare ulteriormente la nostra struttura, aggiungendo anche dei campi a quelli già esistenti, e anche crescere ancora a livello di staff. Abbiamo poi cambiato stadio, anche per dare alle famiglie la possibilità di vivere la miglior esperienza possibile, uno stadio che fosse accogliente, e ora ci piacerebbe avere anche più tifo. Sarà bello affrontare anche il Como 1907, sarà una grande opportunità anche per la città".
Si parla quindi di calcio femminile in modo più generale: "Abbiamo dodici mesi per staccarci dalla Federazione, come è successo per altre leghe o da diverso tempo in altri paesi, e sappiamo che quella è la deadline: ci stiamo lavorando, e sono convinto che, con le giuste persone, sarà un prodotto con la sua indipendenza. Dobbiamo seguire la direzione di Inghilterra, Francia, solo così può crescere il movimento femminile".






