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Da Agnelli a Simy, da Barella a Commisso, da Lotito a Reynolds. I 30 uomini, le 30 storie che raccontano una stagione più Antonio Conte: è il tecnico dell'Inter l'uomo copertina di questa Serie A

Da Agnelli a Simy, da Barella a Commisso, da Lotito a Reynolds. I 30 uomini, le 30 storie che raccontano una stagione più Antonio Conte: è il tecnico dell'Inter l'uomo copertina di questa Serie ATUTTOmercatoWEB.com
domenica 23 maggio 2021 08:01Editoriale
di Marco Conterio
Nato a Firenze il 5 maggio del 1985, è Caporedattore di Tuttomercatoweb. Già firma per Il Messaggero e per La Nazione, è stato speaker per RMC Sport e per Radio Sportiva

Il ballo delle incertezze è il bello delle incertezze. Nobiltà decadute e veleni sopiti, perché il fine giustifica i mezzi, i toni, le strade. Stasera si chiude il sipario, l'orchestra suona le ultime note. E poi come sempre tutto ripartirà, con le cravatte e con gli annunci, con certezze che verranno distrutte e con sogni che magari arriveranno a compimento. Stasera ci son due poltrone per tre, tra chi era abituato al trono, la Juventus, chi vive degli scettri del passato e sogna un nuovo regale futuro, il Milan, e chi a dispetto di silenzi, di grida, di strepitii, c'è sempre stato, il Napoli. La corona è dell'Inter, e da domani sarà tempo di bilanci, ma tanto di cappello ad Antonio Conte che ha guidato i nerazzurri in un mare solo all'apparenza docile ma che in pochi avrebbero saputo tenere sotto i remi con questa maestria. Conte, senza girar troppo intorno alla boa, sulla competizione singola, sul campionato, ha pochi eguali nel mondo. Non è un triatleta e dunque un triallenatore: ne fa una e la fa benissimo, almeno questo la sua storia ha detto e raccontato. Però se c'è un uomo da mettere in copertina per questa stagione, la faccia che rimarrà stampata su questo difficile campionato, è la sua.

La fine del campionato è pure il tempo dei bilanci sicché è una fortuna che poter vergare queste righe, potersi sbizzarrire con i sempre opinabili pagelloni di fine stagione. Per scendere nello specifico, prendetevi tutto il tempo del mondo da lunedì perché su Tuttomercatoweb ne prepariamo delle belle e approfondite. Però l'occasione, dicevamo, è ben ghiotta. Sicché consegnata la palma di "Uomo Copertina del Campionato" ad Antonio Conte, raccontiamo altri personaggi di questa strana stagione. Dieci volti, dieci altri nomi, per tirare una riga sull'anno che è stato.

Andrea Agnelli La scommessa di Pirlo, il caso Suarez, la Champions andata, lo Scudetto perso, la Superlega. E' stata la stagione in cui è andato all-in al Casinò. E' sembrato più un casino.
Wisdom Amey Ricordate cosa stavate facendo l'11 agosto del 2005? Magari non nello specifico. Amey sì: era praticamente ieri ma è la sua data di nascita. Record d'esordio frantumato.
Nicolò Barella L'Italia ha il suo novello Paul Scholes? Ne è conscio Conte, spera in qualcosa di meglio, per rendimento in Nazionale, Mancini. Superlativo: dopo Lukaku, l'uomo copertina dello Scudetto.
Andrea Belotti Ahia, Gallo. Sarà, si spera, trascinatore nell'Europeo itinerante. In Italia e col Torino è stato però più viandante senza meta, errante in ogni senso.
Gianluigi Buffon Quarantatre primavere, sentirle ma non dimostrarle. Chiude con la Coppa Italia, un trofeo come suggello dell'avventura con la Juventus ma non da calciatore. Follemente eterno.
Rocco Commisso Tra un 'ok' e un altro, tra una lite per lo stadio e una per il centro sportivo, la Fiorentina precipita giù in classifica, per il secondo anno di fila. Investimenti sì ma pressoché tutti sbagliati.
Ebrima Darboe L'emozione con cui ha commentato gli esordi spezza il cuore. In Italia è arrivato senza niente, attraversando il mare in cerca di una speranza e di una terra felice. Lunga vita, Ebrima.
Roberto De Zerbi Mancherà al calcio italiano. Ha scelto l'Ucraina ed è lo step Champions giusto prima del grande salto. Però il brivido lungo la schiena per il tocco all'ultimo istante di Consigli per il terzino era uno spettacolo.
Federico Dimarco Mai mollare. Lo insegna un ragazzo che pareva tra le tante eterne promesse delle grandi d'Italia e che con Juric ha fatto parlar di sè così tante volte che ha tolto ogni dubbio: Dimarco si scrive tutto attaccato.
Gianluigi Donnarumma Titolare dell'Italia, trascinatore a suon di guantoni e parate della cavalcata nazionale del Milan. Protagonista in campo tanto quanto fuori. E' una delle scadenze di contratto più incredibili della storia.
Gianluca Frabotta Il primo prodotto dell'Under 23: Pirlo lo aveva già studiato, all'inizio dell'avventura ha risposto presente. Poi s'è perso ma è il segnale che le seconde squadre non sono solo un investimento perduto.
Gennaro Gattuso Ringhio è l'anima calabrese del calcio italiano in senso assoluto. Nudo e crudo, ma c'è più talento da allenatore che da giocatore. Lì era solo irruenza. Il suo Napoli si gioca la Champions, contro molti pronostici e dopo una stagione sofferta.
Simon Kjaer Fin quando le dighe non hanno ceduto, il danese è stato il vichingo più insuperabile del calcio italiano. Come il buon vino: probabilmente uno dei migliori acquisti della storia recente della Serie A come qualità presso.
Aleksandr Kokorin Uno degli acquisti, invece, più insensati delle ultime sessioni di mercato: tanti soldi investiti, contratto lungo, fama da bad boy, ricordi da talento. Un presente da spettatore o infortunato. Un'insalata russa di delusioni.
Zlatan Ibrahimovic Peccato che manchi quando la flame rouge è superata, all'ultimo sprint. Icona e trascinatore del Milan, uno dei grandi vecchi di questo pallone che non invecchia mai.
Josip Ilicic Storia da ben più che tre righe: involuto, ma non c'entra solo il calcio. La pandemia l'ha ferito e colpito, si è chiuso a riccio e in silenzio. Ha poi provato a riaprire le ali e in parte c'è riuscito. Ora, però, spiccherà il volo altrove.
Vincenzo Italiano Il suo calcio sempre sull'orlo dell'infarto per i suoi, costretti a pressare pure le mosche, è bello perché studiato nei dettagli. E' rischioso e per questo merita ancor più applausi.
Manuel Locatelli Sbocciare e diventare grandi a Sassuolo. Locatelli ha insegnato che si può far grande calcio, da grande giocatore, pure in provincia. Son passati anni luce dalla promessa imberbe che segnava contro la Juventus.
Pantaleo Longo L'errore nella distinta contro il Verona, dove adesso è dirigente, ai tempi della Roma, ha raccontato che il pallone delle scienze e degli scienziati è sempre legato a qualcosa di imperfetto e fallace. L'uomo.
Claudio Lotito Le lotitiadi son andate avanti come e più che nelle altre stagioni. Un'Olimpiade di scontri e incontri violenti con gli altri presidenti, tra caos tamponi, Lega, rinvii, calendario. Aspettando la Salernitana.
Romelu Lukaku C'era un tempo in cui a Manchester s'interrogavano beffardi sul primo tocco di Lukaku. Poco interessa ai tifosi dell'Inter: Romelu è diventato Big Rom, anche nei numeri e nella capacità d'essere leader maximo. Almeno in Serie A.
Ruslan Malinovskyi L'ennesimo colpo azzeccato della premiata ditta Percassi-Sartori. Gasperini l'ha studiato e dopo averlo fatto decantare, come si fa coi vini buoni, l'ha messo sulla mensa dei palati sopraffini di calcio.
Weston McKennie Prenderlo rinunciando a Suarez. Già, dulcis in fundo è stato così, solo che l'opportunità del Pistolero non c'era ancora stata, quando l'americano è arrivato a Torino. Bilancio personale: buono.
Arkadiusz Milik La Juventus, ma poi niente accordo tra società. La Roma, ma poi la marcia indietro dei giallorossi. Dunque il Marsiglia, con una vera opera miracolosa dell'entourage. Lasciare Napoli non è mai stato così complicato per un calciatore.
Andrea Pirlo La Grande Scommessa della Juventus. Che salutato Sarri in fretta e furia, ha promosso il barbuto ma imberbe Maestro. Almeno sulla carta: in panchina s'è dimostrato promettente, ma nelle grandi competizioni inefficace, scolaro.
Cesare Prandelli C'è un tempo per le rose, uno per le Viole, uno per dire basta. Cesare da Orzinuovi, che è uomo oltre che allenatore, si è ritirato per troppo amore. Con una dignità unica e rara nel mondo del futbol.
Bryan Reynolds Un americano a Roma. Non col portafogli del proprietario ma con l'ambizione di aprire le porte per un'invasione. Per adesso a piccole dosi, però la sua telenovela è stata tra le più gustose del mercato.
Cristiano Ronaldo Impossibile non inserir nella lista quello che è stato comunque la versione più terrena che si ricordi di Cristiano Ronaldo. I numeri messi in bacheca son tutti per i posteri, non per i compagni. Che sia iniziato il Sunset Boulevard, o è solo l'uomo vitruviano nel posto non più giusto per lui?
Gianluca Scamacca Una carriera ondivaga, un inverno da protagonista a cifre fuori mercato, la permanenza al Genoa, l'affaccio in Nazionale, i tatuaggi, le polemiche. C'è stato tanto di lui, più fuori che dentro al campo. Ma anche sul rettangolo ha dimostrato di essere uno di qualità e potenzialità.
Simy Una delle storie più belle. Un ragazzo che ha fatto un'infinita gavetta in Portogallo e nella provincia del calcio che conta, ha stracciato ogni record e s'è preso la vetrina. Come i grandi delle piccole d'un tempo: tra i capocannonieri pur affondando in Serie B.

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