Furia Argentina dopo le violenze in Brasile. E intanto il ct Scaloni pensa alle dimissioni
L'Argentina ottiene uno storico successo in Brasile nelle qualificazioni al Mondiale, la Seleçao perde per la prima volta in questo contesto dopo 65 partite. Ma quello che è successo al Maracanà va oltre il calcio ed infatti il giorno dopo è tutto concentrato sugli scontri avvenuti all'interno dell'impianto, prima fra tifoserie e poi con la polizia locale.
La gara era iniziata con quasi mezzora di ritardo proprio per gli scontri in questione, con le prime risse scoppiate al momento degli inni nazionali. I calciatori dell'Argentina, resisi conto dell'intensità della questione, si sono avvicinati alle tribune ed alcuni, fra cui Dibu Martinez, si sono addirittura affacciati in curva per provare a fermare le autorità che stavano facendo indietreggiare i sostenitori della Seleccion con l'uso dei manganelli. Quindi i giocatori rientrano negli spogliatoi, prima di tornare in campo, giocare la partita e vincere contro i padroni di casa.
Nelle scorse ore la CONMEBOL ha rigettato ogni responsabilità parlando chiaramente di organizzazione della FIFA. Ma i dubbi su colpe e responsabilità restano e resteranno, con gran parte dei campioni del Mondo che si sono schierati contro gli atti di violenza.
Le scorse ore hanno scosso l'Argentina anche per un'altra questione: le possibili dimissioni del ct che ha guidato Messi e compagni alla Coppa del Mondo. Lionel Scaloni infatti ha chiesto del tempo per riposare e riflettere, ammettendo con dignità la propria stanchezza dopo i recenti successi.






