Inter, non solo il campo: prima udienza a Milano, chiesti oltre 250 milioni a Zhang
La sfida di Champions, ma anche quella per il futuro. Non è stata una giornata come le altre per l'Inter, al di là del bel risultato maturato a San Siro contro il Benfica. In mattinata, difatti, si è tenuta presso il Tribunale di Milano la prima udienza della causa che vede Steven Zhang nel mirino dei suoi creditori cinesi. Guidati dalla China Construnction Bank, chiedono il riconoscimento in Italia della sentenza di Hong Kong che condannerebbe il presidente nerazzurro di oltre 250 milioni di euro di debiti.
Venerdì la data della prossima udienza. Alla presenza degli avvocati delle parti, il magistrato, la dottoressa Alima Zana, si è riservata sulle questioni preliminari: entro venerdì sarà nota la data della prossima udienza, in un procedimento che seguirà i tempi della giustizia italiana ordinaria. Tradotto in altri termini: i creditori hanno chiesto tempi celeri, la risposta è stata che servirà almeno un anno per arrivare a sentenza. A livello formale, nel mirino c'è la delibera del CdA interista che esclude un compenso per il ruolo di presidente. Per i creditori, una previsione che mirerebbe ad aggirare le proprie richieste. A livello storico, però, Zhang ha soltanto seguito il modello dei suoi predecessori: nessun presidente dell'Inter ha mai percepito un compenso. In chiusura di giornata, dopo il 3-3 col Benfica, parla proprio il numero uno interista: "Cedere il club? Non stiamo parlando con nessuno. Tutti qui lavorano per il club e per vincere".






