Salernitana, la prima di Liverani è un film dell'orrore. A San Siro non si salva nessuno
Peggio di così, era difficile da immaginare. A San Siro contro l'Inter, prima della classe con dieci punti di vantaggio sulla seconda a parità di partite, si può perdere, certo. C'è modo e modo, però. Quello della Salernitana, che alla prima con Fabio Liverani in panchina perde "solo" 4-0 esclusivamente per grazia ricevuta, è stato un vero e proprio film dell'orrore.
Non si salva per nessuno. E speriamo, per i tifosi granata che meritano ben altro, che il commento non sia una profezia. Nessuno sfiora nemmeno la sufficienza, 4 in pagella anche al tecnico che, pur essendo arrivato da poco, non è riuscito a dare neanche la parvenza della scossa all'ultima in classifica. Sempre più in difficoltà, e che sembra addirittura involuta dopo il mercato di gennaio.
Il commento di Liverani. Il tecnico romano, ricordando appunto di essere al timone da pochissimo, non fa drammi ma indica la strada della fame: "Non mi aspettavo questo approccio, le difficoltà sì ma l'approccio era da capire: se oggi ci troviamo qui e io sono il terzo allenatore probabilmente qualche lacuna l'abbiamo. Ci troviamo in una situazione per cui non posso più aspettare qualcuno: chi avrà quella fame, per poter credere anche a una minima possibilità di fare qualcosa, si prenderà la maglia - ha spiegato in conferenza stampa - Boateng? Ha fatto mezzo allenamento lunedì, poi solo differenziato e oggi non avrebbe dovuto giocare. Manolas, che aveva fatto un po' di allenamenti con la squadra, stanotte ha avuto un problema e abbiamo perso anche lui. Per poter cambiare, uno deve avere l'idea di non sprecare cambi: Boateng era un cambio sicuro, se avesse giocato Manolas lo sarebbe stato anche lui. Al di là dei numeri, quello che è successo oggi deve far riflettere: a Milano con l'Inter si può perdere, ma non si possono perdere tutti i duelli. Oggi la Salernitana ha dato l'idea di una squadra che segue gli eventi, non li vuole cambiare. Non dovevamo consegnare la partita all'Inter, questo non può più succedere. Ecco perché vi dico che probabilmente sabato la formazione non la farò io, ma la faranno loro. Chi da domenica ha fame gioca, chi non ce l'ha non potrà giocare".






