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Dal no a CR7 ai 12 milioni a Conte. Marotta la chiave del ritorno al successo dell'Inter

Dal no a CR7 ai 12 milioni a Conte. Marotta la chiave del ritorno al successo dell'InterTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
lunedì 03 maggio 2021 15:39Il corsivo
di Raimondo De Magistris

Giuseppe Marotta è figura chiave per spiegare come l'Inter, quest'anno, sia tornata a conquistare lo Scudetto undici anni dopo l'ultima volta e per la 19esima volta nella sua storia.
E' dirigente che diventa idea dell'Inter già all'indomani del suo divorzio dalla Juventus. Un divorzio che nacque nell'estate 2018, con l'acquisto di quel Cristiano Ronaldo che vide in Marotta l'unica voce dissonante rispetto a un coro di sì, e che venne ufficializzato qualche mese dopo, il 25 ottobre dello stesso anno.
Il 26 ottobre, all'indomani del comunicato della Juventus, iniziò lo scambio di messaggi con Steven Zhang, il 13 dicembre lo sbarco di Marotta nel mondo interista col doppio ruolo di direttore generale e amministratore delegato.
Quando Marotta sbarca nel mondo nerazzurro l'Inter è terza in classifica, a -14 dalla Juventus dopo 15 giornate. Finirà quel campionato al quarto posto, a -21 dalla Juventus. Inizierà, da quell'estate, il vero ciclo Marotta, che dopo aver messo alla porta Icardi, Nainggolan e Perisic poco dopo il suo insediamento passerà tutta l'estate per trovargli una sistemazione. E li darà via, anche a costo di regalarli o di aspettare l'ultimo giorno.
Marotta col suo arrivo accompagna Spalletti fino alla fine della stagione e poi punta sul suo cavallo vincente, su quell'Antonio Conte che per lui era l'unico allenatore in grado di riportare l'Inter al successo.
Gli ha fatto firmare un contratto triennale da 12 milioni di euro netti a stagione, lo ha assecondato il più possibile sul mercato e ha avuto ragione lui perché oggi l'Inter è una squadra con una precisa identità, ha titolari e riserve. Ha tanti campioni e sa dove deve e può migliorare.
Ma Marotta è stato anche il dirigente che in questa stagione ha sopperito all'assenza della proprietà tenendo il gruppo sempre in piedi e unito. Non ha mai cercato alibi, ha dato alla squadra, ad Antonio Conte, quelle certezze che Steven Zhang dalla Cina non poteva dare per motivi di lontananza e di prospettive che anche oggi restano nebulose.
Marotta, insomma, è il dirigente che ha tenuto in piedi la baracca e s'è anche sostituito al presidente. Che ha visto, uno dopo l'altro, tutti i tasselli andare al loro posto e ora guarda già al futuro, con l'obiettivo seconda stella.

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