L'Iran in Messico indossando una spilla col numero 168: ecco il motivo (c'entrano gli Stati Uniti)
Tante minacce, il pericolo sicurezza, il problema con i visti, ma alla fine ce l'ha fatto: l'Iran è atterrato in Nord America e si appresta a disputare il Mondiale (QUI la nostra scheda). Certo, il percorso burocratico non è stato facile, anche perché non succede spesso - anzi, per essere precisi non succede mai - che una Nazione partecipi alla Coppa del Mondo nel Paese con cui è in guerra.
Anche per questo motivo il soggiorno nel territorio americano della nazionale iraniana sarà tutto fuorché confortevole. Alla squadra di Amir Ghalenoei sarà infatti consentito entrare in suolo statunitense soltanto in occasione delle partite (il 16 e 21 giugno a Inglewood, in California, contro Nuova Zelanda e Belgio, il 27 giugno a Seattle contro l'Egitto). Prima e dopo il match, invece, l'Iran sarà 'confinato' in Messico, dove soggiornerà e si allenerà. Insomma, un vero e proprio tour de force per Taremi e compagni, che si troveranno a dover affrontare viaggi lunghi e stancanti che potrebbero condizionare le loro performance in campo.
Ora però quello che più conta è che l'Iran sia arrivato in Messico. Lo ha fatto nella giornata di ieri e, appena atterrati, ha già fatto parlare di sé. Non è passata inosservata, infatti, la spilla con il numero 168 indossata da tutti i giocatori e dai membri dello staff tecnico. Si tratta del numero di vittime morte nel bombardamento americano della scuola primaria di Minab dello scorso febbraio.






