Norvegia, il CT Solbakken netto: "C'è un Mondiale negli USA, siamo tutti degli ipocriti"
"Voi siete ipocriti, noi siamo ipocriti, e ora c'è un Mondiale qui e noi siamo qui per giocare a calcio". Parole ferme del commissario tecnico della Norvegia Stale Solbakken, a cinque giorni dalla partita d'esordio ai Mondiali di calcio contro l'Iraq. Nelle ore precedenti all'inaugurazione del torneo iridato negli Stati Uniti, in Messico e in Canada fanno molto discutere alcune scelte e situazioni consumate su suolo americano, come il caso di Aymen Hussein.
L'attaccante dell'Iraq ha subito un controinterrogatorio di quasi 7 ore durante l'ingresso negli Stati Uniti a Chicago. "Credo che siamo tutti d'accordo sul fatto che sia stato superfluo", ha risposto l'allenatore della Norvegia. Per poi focalizzarsi sugli eventi extra-sportivi e l'influenza sul Mondiale: "Credo anche che possiamo essere tutti d'accordo sul fatto che molte cose avrebbero potuto essere diverse, ma siamo tutti degli ipocriti. Ci sono moltissime altre cose di cui avrei voluto parlare. Posso sicuramente parlarne un po', ma ora come ora la situazione è questa e ci sono alcune circostanze che, ovviamente, avrebbero potuto essere gestite diversamente".
Solbakken però ha approfondito quanto avrebbe voluto dire, ricollegandosi al conflitto in corso in Medio Oriente e le complicazioni riscontrate dalla Nazionale iraniana: "In realtà penso a moltissime cose. Dal fatto che il paese ospitante sia in guerra con un'altra nazione (l'Iran, ndr), fino a problemi come quello che hai sollevato tu adesso", ha risposto il CT, riferendosi ai problemi con i visti. L'Iraq, tra l'altro, ha visto respinto all'ingresso nel paese anche il fotografo della nazionale Talal Salah. Anche Uzbekistan e Senegal hanno ricevuto molta attenzione negli ultimi giorni. Questo a causa dei controlli di sicurezza che sono stati effettuati direttamente sulla pista d'atterraggio in concomitanza con i voli nazionali all'interno del paese.






