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Inter, Dimarco parla da leader: "Non spreco parole. Preferisco dimostrare le cose sul campo"

Inter, Dimarco parla da leader: "Non spreco parole. Preferisco dimostrare le cose sul campo"TUTTO mercato WEB
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Andrea Piras
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Andrea Piras
Oggi alle 09:27Serie A

Intervistato da DAZN, l'esterno dell'Inter Federico Dimarco ha parlato della stagione appena terminata: "Non è stato facile ripartire, penso però che il momento del cambio sia stato quando abbiamo iniziato a prendere punti di vantaggio su Juve, Milan, Napoli. È stato il periodo dove abbiamo capito che si poteva vincere lo Scudetto; noi non ci siamo mai nascosti, ogni anno partiamo con l'obiettivo di vincere il campionato".

Diciotto assist e sette gol, ma ti sei accorto di essere un difensore?
"Io faccio il giocatore di fascia, faccio la fase difensiva e quella offensiva. Ovviamente questa è molto più divertente perché si fanno gol e assist, ma al di là dei numeri sono migliorato nella costanza. Ho sempre cercato di essere continuo nei novanta minuti e penso si sia vista questa cosa".

Quante responsabilità ti sei assunto nello spogliatoio?
"Io sono uno che difficilmente spreca parole, non mi piace parlare tanto. Quando c'è una cosa da dire la dico sempre, però preferisco dimostrare le cose sul campo. Le parole le porta via il vento, bisogna sempre andare in campo e dimostrare. Cerco sempre di aiutare il compagno, di mettermi nelle condizioni di ricevere il pallone e farlo segnare. Sono situazioni difficili da spiegare".

Gli assist sono qualcosa di difficile da interpretare, tu sai che ci sarà qualcuno sempre lì pronto ad arrivare?
"Questa cosa qui è difficile, sono situazioni di campo talmente veloci che passa mezzo secondo e tu devi pensare a mettere il pallone sulla corsa o addosso. Abbiamo tanti attaccanti diversi, Pio Esposito magari è più forte sulle palle alte rispetto agli altri. Marcus Thuram attacca la profondità, sono tante situazioni diverse e io mi devo adattare al compagno al quale devo dare la palla. Quindi cerco sempre di mettermi nelle condizioni migliori, per fortuna gioco con centrocampisti e attaccanti che fanno gol, quella è una fortuna. Assist e gol sono 50 e 50".

Quanto è importante essere capito? Ti sei liberato quest'anno, ti sei sentito molto capito quest'anno?
"Tutto è partito quando ho voluto riazzerare l'estate scorsa, cercando di capire a quali cose dare peso e a quali no. Ci sono state cose dette nei confronti miei e della squadra che mi hanno dato fastidio. Quest'anno abbiamo parlato poco e lavorato tanto, raggiungendo risultati. Io ho avuto la fortuna e la bravura di vincere".

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