Spezia tra un classifica in bilico e il tabù trasferte: con il Verona vale doppio
Il pareggio contro l'Udinese non è ancora stato digerito in casa Spezia, forse nella sua miglior versione dell'anno e ancora una volta uscito con meno rispetto a quanto sarebbe stato meritato. Dopo un mese molto complicato la squadra di Luca Gotti arriva a questo fine 2022 con una classifica che preoccupa, con una vittoria che manca da quasi due mesi e con una striscia di ko consecutivi in trasferta che fa rabbrividire, sette su sette partite giocate. Ma con una certezza: la prestazione. Le Aquile hanno sì raccolto poche soddisfazioni, ma quasi sempre uscendo a testa alta, con una buona prestazione in cui è mancato quel gol che fatica ad arrivare. Con il solo Nzola grande protagonista in avanti, Gotti e la squadra bianca chiedono di più al reparto offensivo, che anche contro l'Udinese non è riuscito a concretizzare quanto creato.
La salvezza passa per gli scontri diretti
La salvezza dello Spezia nella scorsa stagione è stata raggiunta soprattutto attraverso gli scontri diretti. La squadra dell'allora tecnico Thiago Motta ne perse solo uno, a Genova contro la Sampdoria, vincendo o pareggiando in tutti gli altri incroci con le dirette concorrenti per la salvezza e arrivando a fine campionato con tutti gli scontri diretti a favore. Tanto della permanenza delle Aquile passa, dunque, anche da incroci come quello contro il Verona, che in questa stagione non sono stati falliti. Tolto il ko contro la Salernitana, lo Spezia non ha mai perso con le squadre che lottano per salvarsi, vincendo con l'Empoli e pareggiando con Bologna e Cremonese. Con un Verona in difficoltà e reduce da nove ko di fila, per la squadra di Gotti è caccia al bottino pieno, che visti i risultati del sabato potrebbe creare un solco importante con le ultime tre.






