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Lucchesi: "Il rapporto Roma-Fonseca era finito a prescindere sin dall'inizio"

TMW RADIO - Lucchesi: "Il rapporto Roma-Fonseca era finito a prescindere sin dall'inizio"
© foto di Federico De Luca
giovedì 08 aprile 2021 19:31Serie A
di Dimitri Conti

Fabrizio Lucchesi ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini

Il dirigente sportivo Fabrizio Lucchesi ha parlato in diretta a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. Si comincia dalla Roma: "Fonseca ha fatto gli errori di tutti gli altri allenatori, con tutte le difficoltà che ha avuto secondo me ha rispettato le attese della vigilia. Ipotizzare traguardi fuori portata è da tifosi e non da addetti ai lavori: sta facendo il suo campionato e cose importanti in coppa. Penso però che il rapporto sia finito a prescindere".

Con un caso Dzeko in meno sarebbe cambiato qualcosa?
"Penso di no. Il rapporto era già compromesso, iniziato male in questa stagione, con la città stessa che non era più dalla parte di Fonseca e la società che non si è mai nemmeno esposta più di tanto in suo favore".

Cambiando un allenatore l'anno come costruire qualcosa di concreto?
"Impossibile. E vi do il carico da undici: andate a vedere quanti giocatori si sono avvicendati negli organici della Roma e noterete un numero incredibile. Questo viavai è perché la società si è finanziata col trading, e per carità, si può fare, anche l'Atalanta lo fa bene. Ma se continui a fare operazioni così non puoi dire alla gente che credi di poter lottare per lo Scudetto. Nello scorso bilancio, tra l'altro, sono stati persi comunque 220 milioni".

Per la Juventus la Champions sarà discriminante essenziale?
"Il ragionamento potrebbe valere per le squadre più normali, mentre la Juventus programma con molto anticipo. Non credo che modifichino la programmazione futura per un punto in più o meno, sono già partiti e le soluzioni ci stanno tutte. Io credevo facessero molto meglio a inizio stagione, che rivincessero lo Scudetto".

Chi vede più in alto mare in fondo alla classifica?
"Il campionato più negativo, guardando investimenti e aspettative, direi che l'ha fatto la Fiorentina, spendendo come una squadra di fascia medio-alta per salvarsi grazie alle altre che fanno peggio. Le altre sono tutte squadre che pensavano di poter fare un campionato tranquillo, magari mi aspettavo di più dal Torino. Il Cagliari ripartiva con un progetto nuovo, e capita di soffrire, così come il Parma che purtroppo rischia di retrocedere".

Sarebbe sorpreso dal rinnovo di Pradè?
"No. Io anzi è da inizio stagione che mi chiedo come si faccia ad aver fatto un contratto di un anno a Pradè, e di soli sei mesi poi a Prandelli. Qualche errore Daniele l'ha fatto, ma per come si stanno mettendo le cose credo che la situazione la andrà a pagare lui. Non mi è piaciuto il rinnovo annuale della scorsa stagione, e dopo un'annata così non lo vedo facile un prolungamento. La Fiorentina ci ha fatto vedere di tutto, però...".

Cosa dovrebbe offrire la Fiorentina per attirare un allenatore di prima fascia?
"Un progetto pluriennale con percorso di crescita in cui sia stabilito chi rimane e chi no, oltre all'impegno finanziario. Un allenatore sceglie un progetto sulla base di certe cose, è questa la discriminante".

L'Atalanta oggi è modello da seguire?
"Dovrebbero essere il modello d'impresa di tutti, loro sono molto bravi perché si possono permettere di avere una sorta di laboratorio. Investono, crescono e sono abili con lo scouting. Per me non è un modello facile da replicare, devi capire come funziona e adattarlo alla tua realtà".

Dobbiamo migliorare nella gestione dei giovani, ma dove?
"Non abbiamo mai brillato, salvo qualche raro campione che però non fa testo. Ci siamo sempre fatti questa domanda, ma una cosa è vera e indiscutibile: i giocatori li devi fare giocare. Facciamo fatica a far esprimere la qualità di certi ragazzi".

Dove lo vede Gattuso l'anno prossimo?
"Dalla Fiorentina in su, lo vedrei davvero da tutte le parti. Ha già allenato piazze importantissime come Milan e Napoli, il suo lavoro è riconosciuto da tutti e in questo momento è l'allenatore più ricercato. Penso non abbia nemmeno fretta di decidere, giusto però che nell'interesse di tutti chiuda questa esperienza al Napoli".

Sembrava vicino al rinnovo, però...
"I rinnovi si fanno, non si promettono. Già allora si capiva che qualcosa non tornava... Tra un mesetto per me sapremo dove si accaserà".

Allegri, Sarri e Spalletti: dura immaginarseli tutti e tre in panchina a settembre?
"Io li vedo tutti ai nastri di partenza, anche se non sono sicuro in Italia: sono tre profili che hanno ambizioni importanti".

L'Empoli in questa annata è tornato a correre.
"Corsi è bravo come presidente e l'ha sempre dimostrato. Si parlava dell'Atalanta, ma quello dell'Empoli è un modello non da mano. Fa notizia quando sbagliano la stagione, ogni tanto succede".

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