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Sensibile: "Superlega? Interessi economici derivano anche da passione e favole"

TMW RADIO - Sensibile: "Superlega? Interessi economici derivano anche da passione e favole"
© foto di Federico Gaetano
lunedì 19 aprile 2021 19:31Serie A
di Dimitri Conti

Pasquale Sensibile, direttore sportivo della P&P Sport Management, è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. Iniziando ovviamente dal tema Superlega: "A 19 ore dal comunicato ufficiale, in tutto il mondo i personaggi più o meno autorevoli hanno espresso la loro opinione. Aspettiamo un attimo e vediamo come si depositano le idee, non emetterei sentenze anche perché la scelta viene ufficializzata in un momento già insolito. Non mi sento preparato ed eviterei".

La mossa viene dopo tentativi di nascondere la polvere sotto il tappeto?
"Condivido questa riflessione con voi: da quanti anni si parla di cambiare tante cose? E parlo anche di stadi di proprietà, riforme dei campionati, obbligo dei giovani e squadre B, riforme della Champions... Si parla da tempo di certi cambiamenti, semmai è da criticare il timing della scelta. Le problematiche del calcio sono sotto gli occhi di tutti, e non da due giorni, poi si può discutere sul fatto se questa Superlega sia o meno la soluzione perché al di là degli interessi economici bisogna guardare alla passione, perché vengono soddisfatti grazie ai milioni di tifosi in tutto il mondo che seguono il calcio anche perché caratterizzato da favole".

Passando alla Champions del presente, chi è la grande favorita?
"Stando a quanto letto fino a 5 minuti fa, tre delle quattro semifinaliste saranno fatte fuori (ride, ndr). Il percorso di Guardiola al Man City è arrivato al passo di gratificazione totale, al momento di raccogliere il lavoro. Il PSG però ha mostrato una consapevolezza differente. Tutte e quattro però hanno campioni che possono risolverti le partite. Però confermo e dico Guardiola, è il momento di centrare l'obiettivo".

Il cammino europeo della Roma è inaspettato?
"Rispetto a valore della squadra e del mister no, penso sia legittimo, diventa inaspettato se rapportato alle vicende che caratterizzano da sempre la piazza di Roma. Sia per gli sbalzi di umore che, più concretamente, per il recente cambio di proprietà. Ci sono stati assestamenti, è arrivato anche un nuovo direttore... Cose che si sono sommate all'umoralità della piazza".

Ieri due giocatori della vostra agenzia, Lukaku e Meret, hanno giocato bene.
"Sono due calciatori importanti che si stanno avviando verso la fine di una stagione che darà soddisfazioni ad entrambe. Da una parte l'Inter è molto ben avviata a centrare un successo che mancava da anni, prendendosi il merito di aver rotto l'egemonia bianconera almeno sul suolo nazionale. Al Napoli va fatto un applauso, Gattuso ha mantenuto equilibrio e saputo trasmetterlo in mezzo a mille traversie. Ha mantenuto una linea di galleggiamento univoca".

Quanto mancano i minuti di gioco a Cutrone?
"Per un giovane attaccante la continuità di prestazioni è fondamentale. Purtroppo da quando ha lasciato il Milan è incappato in situazioni e vicende che l'hanno privato della sua materia prima, il campo e la lotta, il contatto fisico e il duello su ogni pallone. Si nutre di questo, e se non c'è la frequenza è logico che sembri in difficoltà. Noi che abbiamo contatti quotidiani però conosciamo l'indole del guerriero, che ha saputo ritagliarsi lo spazio da giovanissimo in un club importante. Saprà ritrovare la linea giusta dalla prossima stagione per avere quanto si merita. Sono certo del suo spessore".

Acerbi ormai ha un ruolo fisso anche in Nazionale.
"Vorrei portarlo come esempio ai bambini, è un ragazzo che ha fatto la gavetta sin dai tempi del Pavia, della Reggina. A Reggio lo allenava Atzori e mi ha sempre parlato di un'intelligenza notevole, che ora tocco con mano. La vita l'ha messo davanti ad esperienze notevoli e ha vinto, il suo percorso è coerente con chi si sacrifica e ha volontà di mettersi in discussione. Si vede da come approccia ogni partita: è sempre lì, applicato e leader, contagioso verso i suoi compagni. Chi incrocia il suo sguardo riceve il messaggio del comandante".

Volatona finale in Ligue 1: chi la colpisce?
"L'egemonia del PSG la associo a quella della Juventus in Italia, quindi, non me ne vogliano i loro tifosi, ma dico: finalmente qualcosa di diverso. C'è questo finale sospeso tra quattro realtà totalmente diverse tra loro. Se posso, esprimo la mia preferenza col Lille: ho avuto la fortuna di conoscere Luis Campos (ex ds, ndr). L'altra sera guardavo la partita del Lille, e anche se ha lasciato qualche mese fa col cambio di proprietà, gli ho mandato un sms. Guardando quanti giocatori ha sfornato il Lille, confesso che spero raggiungano l'obiettivo. Il Monaco non è mai stato così solido, e pure il Lione di Garcia mi stuzzica. Tifo Lille".

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