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Zambrotta vent'anni dopo il 2006: "Il problema di oggi sono gli italiani in Serie A"

Dimitri Conti
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Dimitri Conti
giovedì 9 luglio 2026, 16:20Serie A
09.07.2026 16:20Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

L'ex difensore Gianluca Zambrotta è stato tra i protagonisti del Mondiale del 2006 vinto dall'Italia, di cui ricorrono oggi i vent'anni, e ha parlato a Sky Sport ricordando quei momenti: "Un'emozione incredibile e un percorso straordinario, in un momento difficile per il calcio italiano. Partivamo un po' in salita ma abbiamo trovato equilibrio e serenità nello spogliatoio, grazie a un grande condottiero come Lippi e al suo staff, provando a creare sintonia tra noi. L'obiettivo era di giocarsi la finale e per noi è stata una gioia indescrivibile. Ancora oggi c'è gente che mi e ci ringrazia per strada. Essere campioni del Mondo non è da tutti".

Forse arrivare da sfavoriti e con tutti contro, vi ha aiutato.
"La situazione era particolare. Ci è tutto servito, anche avere giocatori nel pieno della migliore età e che giocavano assieme nelle migliori squadre italiane. Ci conoscevamo tutti e questo ha agevolato molto il lavoro di mister Lippi: con gli automatismi che già c'erano, è stato molto più facile. E poi i grandi uomini, come quelli del 1982, ancora prima che i grandi giocatori".

Lei ha segnato ai quarti con l'Ucraina.
"Per me il Mondiale è iniziato in salita, ho saltato il Ghana all'esordio per un infortunio a Coverciano. Volevo essere disponibile ogni giorno e ci sono riuscito, rientrando per la seconda partita contro gli Stati Uniti. Dalla terza del girone poi abbiamo giocato in pianta stabile io a destra e Grosso a sinistra".

Senza gli italiani in Serie A, come fa la Nazionale?
"Questo è il problema che c'è a oggi. Quelle squadre che occupano le prime posizioni hanno pochissimi italiani, che giochino poi titolari. Faccio l'esempio del Milan, che non ha neanche un giocatore nella nostra Nazionale. E questo è un problema, perché squadre come loro, la Juventus, l'Inter, il Napoli e la Roma, devono dare i giocatori alla Nazionale ma questo oggi non esiste. Una piccola parte di questo problema è stata risolta con le seconde squadre delle big".

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