Giana Erminio, Gambirasio: "Qui una scelta coraggiosissima. Voglio una squadra che abbia coraggio"
Dopo gli ottimi risultati ottenuti nel settore giovanile, Alessio Gambirasio è pronto alla sua prima esperienza alla guida di una prima squadra. Nel corso della conferenza stampa di presentazione il nuovo allenatore della Giana Erminio ha ripercorso le tappe che lo hanno portato a Gorgonzola, spiegando le motivazioni che lo hanno convinto ad accettare la proposta del club e illustrando i principi che caratterizzeranno il suo lavoro. Di seguito i passaggi più significativi della conferenza.
Mister, cosa rappresenta per lei questa opportunità alla Giana Erminio?
"Innanzitutto ringrazio tutti per l'accoglienza e la società, perché non era semplice fare la scelta che è stata fatta. Si parla spesso di coraggio nel calcio italiano: questa non è una scelta coraggiosa, ma coraggiosissima. Ringrazio il direttore Cesare Albè per la fiducia dimostrata fin dal primo momento".
Arriva dopo tanti anni di settore giovanile. Come ha maturato la decisione di fare il salto in prima squadra?
"Vengo da circa diciassette-diciotto anni nel settore giovanile. Era un obiettivo arrivare un giorno ad allenare una prima squadra, anche se non mi ero dato una scadenza. Arrivavo da una stagione molto positiva all'Empoli, dopo tanti anni all'Atalanta. Questa possibilità è nata all'improvviso: ho finito la stagione il 24 giugno e pochi giorni dopo ero già a Gorgonzola per il colloquio. Ho riflettuto e gli attestati di stima ricevuti da tanti ragazzi allenati in passato mi hanno convinto ad accettare. Credo che nella vita, a un certo punto, serva il coraggio di provarci".
Quali saranno i principi del suo lavoro con la squadra?
"Credo tantissimo nel miglioramento del singolo. Se cresce il singolo, cresce anche il collettivo. Tutto il lavoro settimanale andrà in quella direzione. Mi piacerebbe mantenere anche con una prima squadra il rapporto che ho sempre costruito con i ragazzi nel settore giovanile. Parlo molto individualmente con i calciatori perché sono convinto che spesso il vero salto mentale passi proprio dal confronto personale".
Che importanza avrà lo staff nel suo metodo di lavoro?
"Per me lo staff lavora in maniera orizzontale. I miei occhi sono quelli dei miei collaboratori. Mi fido completamente di loro e voglio che tutti partecipino al processo decisionale. Poi è chiaro che la responsabilità finale spetta a me, ma il confronto sarà costante".
Che identità avrà la sua Giana Erminio dal punto di vista tattico?
"Mi piace una squadra che difenda andando in avanti, con il coraggio di accettare anche situazioni di uno contro uno. Allo stesso tempo credo molto nel buon senso. Non sempre costruire dal basso è la soluzione migliore: a volte il vantaggio arriva anche con una giocata diretta sulle punte. Saranno la lettura delle situazioni e la capacità di scegliere la soluzione migliore a guidare il nostro modo di stare in campo".






