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Anacoura torna in Italia: "Il Sestri Levante ha creduto in me. Qui per rilanciarmi"

ESCLUSIVA TMW - Anacoura torna in Italia: "Il Sestri Levante ha creduto in me. Qui per rilanciarmi"
Claudia Marrone
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Claudia Marrone
venerdì 14 ottobre 2022, 21:04Serie D

Una lunga trafila tra le giovanili di big come Juventus e Parma, poi il salto in Serie B con la Pro Vercelli e una lunga militanza in C, che ha anticipato l'esperienza in Portogallo: dove Francesco Anacoura è rimasto cinque anni, giocando nei primi due campionati del paese. Poi la volontà di rientrare in Italia, in un calcio che però dimentica troppo in fretta e gli ha chiuso diverse porte: ma il Sestri Levante ha creduto nuovamente in lui, che è diventato il portiere della formazione capolista del Girone A di Serie D.
Un salto tra presente e passato, quindi, quello che il classe '94 ha fatto in esclusiva con i microfoni di TuttoMercatoWeb.com.

Anni divisi tra A e B portoghesi, perché la scelta di scendere in Serie D?
"Dopo un lungo percorso in Portogallo, il mio desiderio era quello di tornare in Italia, senza pensare troppo alla categoria, perché quello che cercavo era un progetto serio che mi permettesse di rilanciarmi a casa, per così dire. Il Sestri Levante mi ha voluto fortemente, e capendo quali fossero le intenzioni del club anche nel lungo termine non ho esitato. La Serie D poi, a differenza di quanto in tanti possano pensare, è un campionato molto ostico, il livello si è alzato notevolmente negli ultimi anni".

Campionato ostico. Come giudichi il vostro girone?
"È un raggruppamento molto equilibrato, dove non ci sono squadre che ammazzano il campionato come magari poteva essere il Novara dello scorso anno, ma ci sono molte formazioni fortemente attrezzate. Può sembrare una frase fatta, ma è vero che tutte possono vincere e perdere con chiunque".

Al momento, però, il vostro score parla di parecchie vittorie e primo posto...
"Si, al momento il ruolino di marcia dice questo, ma dobbiamo tenere i piedi per terra perché l'obiettivo primario adesso è la salvezza, da raggiungere il prima possibile per avere poi il tempo di divertirsi e giocare con più spensieratezza, magari guardando oltre. È chiaro poi che scendiamo in campo per vincere sempre, chi non gioca per questo, ma ora ci godiamo il momento senza fare troppi voli pindarici, per quanto si sia un gruppo costruito per fare bene: non molliamo mai, e questo fa la differenza. La rosa che ho trovato qui è stata davvero una bella sorpresa, tutti remiamo dalla stessa parte, stiamo bene dentro e fuori dal campo, e in categorie come questa il gruppo è un valore aggiunto".

Il recente arrivo di Firenze lascia però presagire che siano ambizioni.
"La società vuol fare bene, come ho detto, e Firenze non necessita certo di presentazioni, la sua carriera parla da sola. Ci darà una grossa mano, perché uno con la sua esperienza responsabilizza l'intero gruppo, tutti saremo motivati a fare ancora meglio".

Dei lunghi anni in Portogallo, cosa ti porti dietro?
"Quella in Portogallo è stata per me un'esperienza formativa straordinaria, giocare in determinati contesti e con determinati calciatori ti permette di crescere tanto, umanamente e professionalmente: li ho imparato a essere prima di tutto atleta, poi calciatore. Certamente tante cose sarebbero potute andare meglio, ma non rimpiango niente, neppure le scelte che ho fatto, nel bene e nel male".

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