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Bayern, il ds Eberl si sfoga: "Ero visto con scetticismo. Avrei voluto più protezione"

Bayern, il ds Eberl si sfoga: "Ero visto con scetticismo. Avrei voluto più protezione"TUTTO mercato WEB
Yvonne Alessandro
Oggi alle 21:41Calcio estero
Yvonne Alessandro

Il Bayern Monaco cavalca l'onda del successo ormai da mesi, eppure il direttore sportivo Max Eberl deve continuare a fare i conti con diverse voci critiche. "Sono arrivato a Monaco e mi sono ritrovato subito addosso l'etichetta legata alla ricerca dell'allenatore: ero osservato con grande scetticismo, visto che la ricerca del tecnico forse non è andata proprio per il verso giusto", ha raccontato alla ZDF. Salvo poi piazzare un colpo magistrale, visto che in quel della Baviera ha portato Vincent Kompany.

E nell'ultima sessione di calciomercato ha lasciato il segno. "Si diceva: 'Ok, se i trasferimenti non funzionano, allora Eberl traballa'. Ero costantemente sotto la lente d'ingrandimento", si è sfogato il diesse nell'intervista. Ma dopo l'affarone Luis Diaz, in ordine cronologico di colpacci in entrata, la musica è diversa: "Ora è bello poter dimostrare che i risultati ci sono. In certi momenti avrei forse desiderato un po' più di protezione, ma non è un problema".

Eberl non ha specificato da chi dovesse arrivare questa difesa, anche se i media tedeschi presumono si tratti di un messaggio diretto al Bayern. Interpellato sulle dinamiche ai vertici del club, Eberl ha aggiunto: "Il Bayern Monaco è diventato grande grazie a Uli Hoeness, Karl-Heinz Rummenigge e Franz Beckenbauer. Loro sono il Bayern Monaco in persona. Poi arriviamo noi, come Christoph Freund o un allenatore come Vincent Kompany. Ed è chiaro che in quel momento entrino in gioco diverse forze".

Secondo il dirigente dei bavaresi, è impossibile prepararsi all'impatto di un club come quello primatista di Germania. Ma si può imparare a gestire la faccenda: "Tutto ciò che ruota attorno al Bayern, l'opinione pubblica... Naturalmente si cerca a volte di mettere l'uno contro l'altro. Questo è ciò che ho dovuto imparare". Ma Eberl ha bene in mente la sua preferenza in un ruolo così di spicco all'interno di un colosso d'Europa: "Non sono un 'Everybody's Darling' che vuole stare sotto i riflettori", la conclusione d'effetto, che rispecchia il modus operandi del direttore sportivo.

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