Caos Coppa d'Africa, il CT del Senegal: "Siamo noi i campioni. I trofei si vincono in campo"
Qualche settimana fa, la CAF ha provocato un nuovo terremoto all'interno del calcio africano annunciando sanzioni contro il Senegal. Per aver deciso di abbandonare il campo durante la finale di Coppa d'Africa contro il Marocco in segno di protesta contro l'assegnazione di un calcio di rigore, la formazione di Pape Thiaw è stata punita con una sconfitta a tavolino e, di conseguenza, non è più campione d'Africa. Da questo annuncio, la Federazione senegalese sta protestando pubblicamente e con ogni forma di comunicazione mediatica contro la decisione e il suo ufficio legale ha già presentato ricorso al TAS.
Questo venerdì, prima della partita tra Senegal e Perù allo Stade de France, la conferenza stampa del CT Pape Thiaw è arrivata, con tanto di messaggio forte: "Mi dicevo che non avrei risposto a questa domanda perché, in fondo, sono concentrato sul mio lavoro. La cosa più importante è non disperdere le energie. Sappiamo che per tutti siamo campioni d'Africa", ha sottolineato. "Continueremo a lavorare per andare a prenderci altri trofei. Per noi è chiaro che i trofei si vincono sul rettangolo verde, ed è quello che è stato fatto. Siamo campioni d'Africa".
"Se mi pento, col senno di poi, di aver chiesto ai miei giocatori di uscire dal campo? Oggi l’unica cosa che ricordo è che è un piacere riportare il trofeo nel Paese, scoprire il mio Paese andando nel Senegal più profondo e presentare il trofeo. È un piacere enorme". Insomma, la faida continua, il Senegal batte i pugni sul tavolo ed esige il riconoscimento del trofeo vinto sul campo. Mentre il Marocco aspetta il verdetto del ricorso al TAS da parte dei Leoni della Teranga.











