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Rubiales e una molestia che sporca una storica vittoria. E perpetua la mentalità patriarcale

Rubiales e una molestia che sporca una storica vittoria. E perpetua la mentalità patriarcale TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Titone
Tommaso Maschio
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Tommaso Maschio
mercoledì 30 agosto 2023, 08:45Calcio femminile

Una vittoria storica sporcata in maniera indelebile dal comportamento del numero uno della Federcalcio che, figlio di una mentalità machista e patriarcale, ha deciso che le calciatrici che avevano appena vinto un Mondiale, il primo per la Spagna femminile, erano “cosa sua”. Non persone, non calciatrici, non professioniste da rispettare, ma oggetti che a lui appartenevano e a cui poteva fare quel che gli passava per la testa e gli ormoni gli comandavano. Così è arrivato il bacio, non consensuale, in bocca a Jenni Hermoso da parte di quel Luis Rubiales che continua a resistere al comando nonostante tutto attorno crolli attorno a lui e abbia sempre meno appigli a cui reggersi prima della rovinosa caduta che, presto o tardi, arriverà.

Rubiales ha commesso, in mondovisione fra l’altro, una palese molestia sessuale nei confronti di una donna che non ha gradito quanto accaduto, ma non solo. Nei giorni e nelle settimane successive ha tentato di scagionarsi prima con un video di scuse (molto poco sentite) in cui avrebbe voluto coinvolgere – con la complicità del ct Vilda - la stessa Hermoso, poi facendo attribuire alcune frasi che lo scagionavano alla stessa attaccante in un comunicato della Federcalcio stessa, poi fatto cancellare appena emersa la menzogna. E infine, dopo aver fatto credere di essere pronto a un passo indietro, ha ribadito l’intenzione di andare avanti nonostante la FIFA abbia aperto un procedimento disciplinare nei suoi confronti e lo abbia sospeso per tre mesi, il Governo iberico e l’opinione pubblica ne chiedano la testa e nonostante anche la fortissima presa di posizione delle calciatrici spagnole che hanno deciso di non risponde più alle convocazioni finché lui sarà a capo della RFEF.

Una spaccatura che va ben oltre le famose 15 ribelli che si erano opposte ai metodi di Vilda, difeso strenuamente dal Rubiales, visto che le firmatarie dell’appello sono ben 81 e molte altre sono pronte ad appoggiare questa clamorosa protesta. Rubiales appare così sempre più isolato, se si escludono i gesti – anche qui di chiara impronta patriarcale - del suo nucleo familiare con la madre in convento in sciopero della fame e la cugina che lo difende dipingendolo come buon padre di famiglia (“non commetterebbe mai in vita sua, mai in vita sua, un'aggressione a qualsiasi donna o a nessuno. Ha tre belle figlie”). Il suo tempo sembra dunque scaduto, ma difficilmente sarà lui a fare un passo indietro. Meglio interpretare la figura dell’agnello sacrificale, dell’uomo colpito da un “falso femminismo”, che magari non pagherà a livello sportivo, ma potrebbe regalargli un futuro in politica con il partito d’estrema destra VOX, l’unico in Spagna a non essersi schierato contro Rubiales. Del resto è probabile che per lui, intriso della mentalità patriarcale, non vi sia alcun reato da perseguire in un bacio strappato con la forza a una donna. E così perpetua un pensiero che non ha più senso d'essere nel mondo attuale e che va scardinato alla base affinché non vi sia più un uomo, di potere o meno, che si senta in diritto di molestare una donna e passarla da impunito. Nello sport come nella vita di tutti i giorni.

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