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Allegri, ecco come sarà la sua nuova Juve. Cento milioni per il mercato. Via Ronaldo e i senatori, Dybala resta. Inzaghi all’Inter, tutti i retroscena. Lotito beffato, ora Mihajlovic. Conte, verso il Real. Spalletti al Napoli, manca solo la firma

Allegri, ecco come sarà la sua nuova Juve. Cento milioni per il mercato. Via Ronaldo e i senatori, Dybala resta. Inzaghi all’Inter, tutti i retroscena. Lotito beffato, ora Mihajlovic. Conte, verso il Real. Spalletti al Napoli, manca solo la firmaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
venerdì 28 maggio 2021 09:26Editoriale
di Enzo Bucchioni

Quattro anni di contratto a nove milioni netti a stagione, comincia così l’Allegri-bis. E’ un Grande Ritorno, ma anche una Grande Rivincita. Non a caso e nonostante la crisi, guadagnerà due milioni in più rispetto a quelli che ha incassato fino all’anno scorso. La Juventus lo voleva a ogni costo e se l’è ripreso riconoscendo di avere sbagliato nel giugno del 2019 quando fu esonerato per fare posto al “calcio nuovo” di Maurizio Sarri e, in fondo, per dare retta all’onda lunga di una tifoseria con la pancia piena dopo undici trofei e incapace di capire che Allegri aveva fatto il massimo e che il concetto di “bel calcio” è scivoloso e opinabile. Spesso funziona solo sulle lavagne e non mi riferisco a Sarri.

“Torna Allegri, ti perdoniamo”, dirà qualcuno. Ma in realtà è Allegri che perdona la Juventus e come Lassie torna a casa.

Erano due mesi, dal famoso incontro di Pasqua a Forte dei Marmi, che Agnelli lo corteggiava. Allegri aveva sempre risposto chiedendo la testa di Paratici, l’uomo che più di tutti l’aveva contestato prima e silurato poi, ma anche un forte rinnovamento della rosa con l’addio ai senatori che avevano fatto parte del ciclo che sta finendo. Richieste nette sulle quali Agnelli ha tergiversato fino a quando non è stato in grado di decidere, fino a quando non ha avuto le mani libere. Nel frattempo, infatti, Allegri aveva dato la parola a Florentino Perez che gli aveva chiesto qualche settimana di tempo, era nella rosa per il Real e l’accordo era fatto, ma senza mettere nero su bianco. A tutto c’è un limite, anche all’attesa, e quando Allegri ha dovuto scegliere tra i dubbi troppo lunghi del Real e lo stringente corteggiamento della Juve, ha scelto la Juventus. Tutto da lunedì in poi. Anche l’ultimo tentativo di Marotta di portarlo all’Inter al posto di Conte è andato a vuoto, a quel punto era troppo tardi. Allegri aveva già deciso. L’addio a Paratici è stata la svolta, il segnale che sarebbe tornato Allegri. Con un altro allenatore Paratici sarebbe rimasto.

E adesso?

Il tema è Ronaldo. Nella lista dei “Grandi Vecchi” da congedare c’è anche il portoghese. Allegri vuole ripartire da una squadra giovane, rinnovata, motivata, da corsa, un gruppo sul quale lavorare senza condizionamenti o vincoli come quelli che impone la presenza ingombrante di un grande campione a fine carriera. Non sarà più una Juventus al servizio di Ronaldo, Allegri vuole una Juventus libera. Un passaggio che Pirlo ha fatto troppo tardi, nell’ultima partita, dimostrando che senza il portoghese si può giocare da squadra, con lui invece è tutto più complicato. Si sapeva, non è una novità. Ronaldo però ha ancora un anno di contratto. Che fare? I segnali dicono che sarà lui a cercare nuove avventure, ha capito che la Juventus che verrà avrà bisogno di un periodo per ripartire e lui è programmato per vincere. Sempre e comunque. Si parla del Psg, ma anche del Manchester United. Il suo manager Mendes è al lavoro per trovare una soluzione, sarebbe davvero strano se dovesse rimanere alla Juventus. Nella lista dei partenti, oltre a Buffon, c’è di sicuro anche Chiellini al quale non sarà rinnovato il contratto, ma anche la posizione di Bonucci non è più così salda. Allegri avrà più potere ed è probabile che sul difensore qualche dubbio ci sia, per il rendimento in calo, ma anche per problemi passati. Di recente, nel corso di una partita della Juve, secondo amici Allegri avrebbe detto: “Io non li vorrei tutti quelli dietro alla mia panchina a dare disposizioni, a urlare, l’allenatore lo faccio io, gli altri facciano i giocatori”. Probabilmente andrà a finire così. Sicuramente servirà un regista e Locatelli è sempre il primo della lista. Servirà un centroavanti perché Dybala tornerà a fare la seconda punta, libero di svariare e tornare, andare dove lo porta il suo estro. Con Allegri la stella dell’argentino tornerà a brillare, la Juventus sarà costruita attorno a lui. Chiesa e Kulusewski piacciono molto al nuovo-vecchio tecnico, che rilancerà di sicuro Bentancur.

La Juventus sarà che dovrà cambiare parecchio e fare mercato, ma la voglia di rilanciare c’è. A disposizione ci saranno circa cento milioni e con i prezzi in calo causa crisi generalizzata, Allegri sarà accontentato. Se poi si risparmieranno i soldi di Ronaldo, oltre trenta milioni netti, l’investimento potrà essere anche maggiore. Partirà un nuovo ciclo e anche se rivincere subito sarà difficile, questa è la missione di Allegri. Una rivoluzione in campo, ma anche in società. Parziale, però.

John Elkann non ha varato quello stravolgimento che era nell’aria, ha preferito la continuità del cugino Andrea Agnelli con il cambio della direzione sportiva. Cherubini sarà l’uomo che scopre i giocatori e li valuta con l’allenatore, quello che faceva Paratici con Marotta. Il nuovo Marotta potrebbe essere Carnevali che tanto bene ha fatto in questi anni a Sassuolo. E si pensa anche ad altre figure societarie con Nedved in stand-by.

E Pirlo? Ha pagato per tutti. Ma era prevedibile che per lui ci sarebbe stato bisogno di un rodaggio, la scelta sbagliata è stata della società. C’è già l’offerta proprio del Sassuolo, ma non è ancora chiaro se vuole ripartire subito o meno. Probabilmente sì.

Allegri sa benissimo che non sarà facile, due anni di scelte sbagliate, la fine di un ciclo, la Champions agguantata per un soffio, sono tutti pesi sulla ripartenza, ma il tecnico di Livorno è un mago nel gestire e rimettere a posto le cose con la semplicità che il calcio impone. Senza scienziati. Ma anche con la consapevolezza che sarà dura ripartire subito in pole position anche se la crisi economica, soprattutto dell’Inter, forse potrà avvantaggiare.

A proposito, ecco Simone Inzaghi. E’ lui l’erede di Conte e la scelta di Marotta è più che logica. Gioca con il 3-5-2 di Conte, l’Inter sarà rivista, ma non snaturata e proprio per questo dopo il no di Allegri, l’obiettivo è andato decisamente su Inzaghi. Quattro milioni l’anno per tre anni, il doppio di quello che gli aveva promesso Lotito. E il presidente della Lazio esce beffato come chi perde una gara al fotofinish. Paga l’attendismo, il tirare sempre la corda. Aveva offerto il rinnovo a Inzaghi, ma con lo sconto, da 2,8 a 2,2 milioni. Mancava solo la firma, ma appena è arrivata la chiamata di Marotta e dopo sedici mesi di attesa, Inzaghi è scappato come un fulmine. Squadra più prestigiosa, campione d’Italia, Champions da giocare e stipendio raddoppiato, fossi Inzaghi un mazzo di rose a Conte lo manderei. Il nuovo allenatore non si preoccupa di eventuali cessioni eccellenti (forse Lautaro o Hakimi) e di cinghie da stringere perché è abituato a Lotito e sa cosa significa provare a fare tanto con poco.

Alla Lazio ha fatto il massimo e al di là dell’Inter, forse sarebbe stato comunque giusto interrompere un rapporto ormai faticoso. La Lazio è ai titoli di coda di questo ciclo molto positivo, anche qualche giocatore dovrà cambiare aria per ritrovare motivazioni. Mihajlovic potrebbe essere l’uomo giusto per ripartire. E’ stato contattato, ci pensa.

E Conte? Ieri da Madrid sono arrivati segnali di un primo sondaggio: è il prescelto. Il Real ha chiesto disponibilità e informazioni. Dopo l’addio di Zidane e il no di Allegri, Florentino Perez sta meditando. Conte è sempre piaciuto, l’avrebbe preso tre anni fa se non ci fosse stata la reazione dei senatori dello spogliatoio che hanno contestato i metodi duri e la gestione rigida dell’allenatore italiano. Ma oggi quei senatori sono invecchiati e hanno meno potere. Anzi, sono sul mercato. Via libera a Conte? E’ di sicuro in pole nella rosa del Real, ma c’è anche Pochettino outsider che non è mai entrato in piena sintonia con il Psg dove potrebbe andare Zidane. A meno che il francese non aspetti la nazionale dopo l’Europeo. Ma di panchine eccellenti in discussione ci sono anche quella del Barcellona e del Tottenham. In Inghilterra dovrebbe andare Sarri, ma questo vorticoso giro di allenatori sta rimettendo in ballo tante cose.

De Laurentiis ha deciso. Dopo il suo casting durato settimane, è tornato da Luciano Spalletti. Siamo alle firme, gli avvocati hanno in mano i contratti e serve un po’ di tempo perché sappiamo che fra diritti d’immagine e robe del genere, a Napoli è sempre molto complicato. Sono un’ottantina di pagine e vanno lette bene. A Napoli sono pronti, il bel calcio, le metafore e i giri di parole di Spalletti di sicuro saranno un bel mix per il caloroso pubblico napoletano che non aspetta altro che invadere il Maradona per tornare a gioire. Ma Insigne firma? Questa è un’altra storia.

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