Gasperini o Massara, chi giù dalla torre se la Roma non va in Champions? Primi indizi tra cene e rumors. In questa stagione spesi circa 90 milioni e a giugno sarà necessario ripartire dalle cessioni
La Roma rischia di gettarsi via nel momento decisivo della stagione. A pochi secondi dal fischio finale del match contro la Juventus la squadra di Gasperini si ritrovava virtualmente a più sette punti sulla squadra di Luciano Spalletti. Oggi, una manciata di settimane più tardi, non solo è a meno due dai bianconeri ma anche a meno tre dal Como. L'ultimo scontro diretto del Senigaglia ha mostrato una squadra più in forma e con più alternative, ai giallorossi non è bastato il regalo iniziale scartato da Malen per venir via da Como con un risultato positivo. Ha inciso certo la doppia ingiusta ammonizione a Wesley, ma gli errori arbitrali non possono spiegare la flessione di una squadra che ha vinto solo due delle ultime dieci partite.
La Roma è in grande difficoltà e non a caso ieri i tifosi - all'indomani della sconfitta di Como - hanno chiamato a raccolta i tifosi in vista della delicatissima sfida contro il Bologna. Col quarto posto che sta sfuggendo via, l'Europa League a questo punto potrebbe rappresentare non solo l'occasione per tornare a vincere un trofeo internazionale più prestigioso della Conference conquistata con Mourinho nel 2022, ma anche l'unica strada per qualificarsi a quella Champions League che non vede i giallorossi protagonista dalla stagione 2018/19. Da ben sette anni. Mancare un'altra volta la qualificazione vorrebbe dire rivedere al ribasso ambizioni estive e, soprattutto, porterebbe la società a riflettere in maniera profonda sul nuovo progetto varato la scorsa estate con Gasperini in panchina, Massara direttore sportivo e Ranieri col ruolo di senior advisor. Tradotto in soldoni: chi giù dalla torre senza qualificazione alla prossima Champions League?
La situazione è ancora in piena evoluzione ma tutt'altro che rosea. Entro il prossimo 30 giugno - in virtù gli accordi economici presi con l'UEFA tre anni fa - la Roma potrebbe dover cedere un paio di pedine importanti tra Svilar, Ndicka e Koné e poi solo dopo ricostruire. Già, ma quante pedine serviranno a quel punto tenendo conto di chi è in scadenza e chi in prestito? Forse una decina, di cui almeno 4-5 titolari. Un lavoro ben più impegnativo di quello definito quest'anno, che dovrà produrre ben altri risultati rispetto a quelli che si sono visti in questi mesi.
In questa stagione tenendo conto delle ultime due finestre di calciomercato il disavanzo tra acquisti e cessioni è stato di circa 30 milioni di euro. A fronte dei circa 60 milioni incassati dalla società per le partenze di Le Fée, Abraham, Dahl e Zalewski, ne sono stati investiti 90 per acquistare Wesley ed El Aynaoui. Robinio Vaz, Ghilardi e Ziolkowski. Per finanziare i prestiti di Bailey, Ferguson, Zaragoza e Malen.
A leggere i nomi è chiaro che più di qualcosa non ha funzionato. Vero è che non esistono direttori sportivi immuni agli errori e nemmeno allenatori del tutto contenti dell'operato delle proprie società, ma oggi quello di Wesley è l'unico acquisto a titolo definitivo che ha messo fin da subito tutti d'accordo. Il laterale brasiliano in estate e poi il prestito di Malen a gennaio. Su tutti gli altri nomi invece s'è fin da subito palesata diversità di vedute: nel caso di Ghilardi sta avendo ragione il direttore sportivo, in tutti gli altri l'ago della bilancia pende dalla parte dell'allenatore.
Le frizioni tra Gasperini e Massara sono note già dalla scorsa estate ed è difficile pensare che i due possano continuare a lavorare insieme, soprattutto se non verrà raggiunto l'obiettivo quarto posto. A quel punto saranno i Friedkin con Ranieri a dover prendere una decisione per evitare che un rapporto già complicato possa degenerare. Nel frattempo Gasperini, come documentato negli scorsi giorni, è già andato a cena con Francesco Totti auspicando un suo ritorno in società con un ruolo più operativo. Non solo, cominciano a circolare i nomi di possibili eredi di Massara, soprattutto quel Cristiano Giuntoli che è profilo apprezzato dalla proprietà. Che ha recentemente valutato qualche opportunità da Inghilterra e Arabia, ma non ha ancora sciolto le riserve sul suo futuro anche se pronto per un'avventura all'estero.
Massara insomma più di Gasperini potrebbe pagare dazio se la stagione della Roma non andrà come sperato. Ci sono ancora un paio di mesi abbondanti per dare a quest'annata tutt'altra direzione, ma nelle ultime settimane il cammino dei giallorossi non ha preso una bella piega nonostante l'arrivo di Malen. Nonostante i suoi sette gol in nove gare di campionato. E proprio a proposito dell'olandese, lui è l'unica certezza della prossima finestra di calciomercato a prescindere da come finirà questa stagione: l'intenzione infatti è quella di riscattarlo anche se l'obbligo scatterà solo con la qualificazione in Champions. A venticinque milioni è un affare con qualsiasi scenario.











