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Costacurta: "Il quadrato magico dell'Italia: Donnarumma, Bonucci, Chiellini e Jorginho"

TMW - Costacurta: "Il quadrato magico dell'Italia: Donnarumma, Bonucci, Chiellini e Jorginho"
martedì 13 luglio 2021 11:43Euro 2020
di Luca Bargellini
fonte dai nostri inviati Lorenzo Marucci e Claudia Marrone

Presente presso il Museo del Calcio di Coverciano per la consegna della maglia usata in occasione della Coppa del Mondo di USA 1994, Alessandro Costacurta, ex difensore del Milan oggi opinionista tv, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa presente: "Questa giornata s'incastra benissimo al momento fantastico che stiamo vivendo oggi con la Nazionale. Essere qua al Museo di Coverciano mi fa pensare che ci debbano essere anche i ragazzi di Mancini su queste mura".

Quali sono state le chiavi di questo successo?
"Per vincere un Europeo in questo modo sono molte, con questo percorso e da dove siamo partiti, ci deve far pensare che questa sia una delle Nazionali più belle della nostra storia".

Lei ha contribuito alla nomina di Mancini come nuovo ct. Su quali basi avevate preso questa decisione dopo il fallimento della missione per il Mondiale 2018?
"Avevo pochi dubbi che Mancini ci potesse ridare gioco e dimensione internazionale che avevamo perso. Concorso Roberto dal 1988 e abbiamo vinto il Mondiale militare insieme e personalmente è diventato una persona migliore. Ho sempre ammirato il suo coraggio ed era ciò di cui avevamo bisogno. Per questo è stata fin da subito la nostra prima scelta. In più c'è stato anche quel pizzico di fortuna che non guasta mai e che aiuta anche in più forti. Io credo di essere stato allenato dal Leonardo da Vinci del calcio, ovvero Arrigo Sacchi, e anche lui in alcuni momento oltre che essere bravo è stato fortunato".

Quanto è stata importante la 'premiata ditta' Bonucci-Chiellini
"Sono una somma di qualità ed esperienza che ha dimostrato cosa si può fare insieme. Un ragionamento che deve allargarsi a tutto il gruppo, in particolare a Jorginho e quel fenomeno che è in porta. La loro qualità, esperienza e personalità sono state le chiavi del successo azzurro".

La vittoria dell'Europeo può essere il volano necessario per dare il via alle riforme del sistema calcistico italiano che stiamo attendendo da tempo?
"Dopo i problemi che il sistema calcistico ha vissuto negli ultimi due anni, compreso quello della Superlega, vanno della direzione delle riforme. Tutti hanno capito che c'è bisogno di una svolta. Credo che Mancini in questo senso sia stato bravissimo a farlo a livello tecnico e tattico. Un cambiamento che hanno percepito anche ai piani alti delle istituzioni. Per questo si possono fare scelte forti e non solo a livello sportivo".

Oggi consegna la sua maglia di USA'94 al museo. Quale fra le sue 59 presenze azzurre le è rimasta più nel cuore?
"Ce ne sono tante. Questa è la maglia dei quarti di finale contro la Spagna giocata a Boston. Fu una partita pazzesca per le emozioni vissute. Per questo ho scelto di consegnarla al museo perché mi ha ricordato le emozioni vissute anche da questo gruppo. Il di Baggio all'ultimo fu qualcosa di sensazionale".

Pensando al futuro in cosa si può cambiare o si dovrà cambiare la Nazionale in vista del Mondiale 2022?
"Una cosa fantastica di Mancini quando lo incontrai la prima volta per la Nazionale era che conosceva tutti i ragazzi delle giovanili. Per questo sono convinto che dietro ai 4/5 giocatori un po' avanti con l'età ma che probabilmente ci saranno comunque in Qatar ci sia già molto materiale Sappiamo già che dietro ai quattro-cinque per i prossimi dieci anni".

Spesso si è detto che a questa Nazionale mancassero i fenomeni. Ma è davvero così?
"Ci sono stati tanti ottimi giocatori, alcuni dei quali abbiamo sottovalutato. Non avevamo stelle assolute, ma cinque o sei campioni. Chiesa è uno di quelli che può diventare un grosso campione. A volte fa delle cose visionarie".

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