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Democrazia Contiana

Democrazia ContianaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 05 marzo 2021 12:45Il corsivo
di Simone Bernabei

La parafrasi della Democrazia Corinthiana ideata e sviluppata da Socrates in Brasile è chiara ed evidente. Ma la democrazia di cui parla Antonio Conte poco ha a che fare con l'esperimento sociologico di O Doutor in cui tutti prendevano parte al processo decisionale e le scelte erano condivise in tutto e per tutto. All'Inter decide e legifera il tecnico e non il gruppo, la democrazia a cui si fa riferimento risiede nei modi e nelle scelte dei vari interpreti giornata dopo giornata. Come a dire che non esiste un undici tipo o un titolare de facto. Certo ci sono gerarchie e preferenze, ma lo sviluppo del campionato sta effettivamente mostrando un Conte incline ai cambi di pensiero e al far sentire tutti parte integrante della batteria di titolari.

"Penso di essere un allenatore molto democratico: non regalo niente a nessuno e aspetto fino ad un certo punto", ha confessato nel post gara di ieri il tecnico dell'Inter. La considerazione aveva carattere generale ma indubbiamente era rivolta a quei giocatori che, almeno inizialmente, sembravano fuori (in parte o totalmente) dalle rotazioni nerazzurre. Il caso di Christian Eriksen è emblematico. La democrazia (insieme alle dinamiche di mercato) lo hanno trasformato da zavorra contrattuale a risorsa tecnica di inestimabile valore, come dimostrano le ultime 4 titolarità filate in campionato. A fargli posto nello specifico è stato Arturo Vidal, col concetto di allenatore democratico che ritorna. Il cileno nell'ideale collettivo era il soldato di Conte ma visto il rendimento, e gli errori, dopo un girone abbondante ha perso minutaggio e gradi gerarchici. Discorso simile per Ivan Perisic: bocciato lo scorso anno sia come punta che come quinto di centrocampo, quest'anno è tornato con spirito e testa diversi (la Champions col Bayern probabilmente ha aiutato) e piano piano si è guadagnato la maglia da titolare nel confronto con Young. E arriviamo ad Alexis Sanchez: Conte e l'Inter lo hanno aspettato e coccolato e ora può considerarsi a tutti gli effetti un titolare aggiunto. Un titolare che può dare tregua a quella LuLa superutilizzata in questo anno e mezzo. Se poi arrivano anche due gol decisivi come ieri, poi, significa davvero che la svolta democratica ha sortito gli effetti sperati.

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