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Carlo Nesti: “E’ stata l’Inter di Herrera e Mourinho”

Carlo Nesti: “E’ stata l’Inter di Herrera e Mourinho”TUTTOmercatoWEB.com
ieri alle 11:37La scheda di Carlo Nesti
di Carlo Nesti

Questo è il diario dei miei "pensieri", a partire dal luglio 2022, fino ad oggi, in ordine inverso.

5-10-2022
Carlo Nesti: “E’ stata l’Inter di Herrera e Mourinho”

“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. La poesia “Soldati” di Giuseppe Ungaretti rende l’idea dell’Inter anti-Barca, senza che le foglie nerazzurre si siano staccate. Undici fiaccole sempre accese davanti alla porta di Onana. Skriniar, De Vrij, Acerbi e Bastoni, con il supporto esterno di Darmian, Dumfries, Dimarco e Gosens, epici nel contenere Lewandowski, Dembelé e compagni. Una squadra ferrigna, che non sa ancora quanto ha recuperato del gioco di parte della scorsa stagione. Ha la consapevolezza, però, di essersi ricompattata come collettivo, come cuore pulsante scandito soprattutto nel finale. Calhanoglu ha rilevato Brozovic, l’insostituibile. Dimarco ha sfoderato un favoloso cambio gioco, sul gol dell’1-0. Barella ha ringhiato alle calcagna del campioncino Pedri. Lautaro ha utilizzato la “garra”, prima della tecnica. E’ stata l’Inter di Herrera e Mourinho, per chi ama la storia.

27-9-2022
Carlo Nesti: “Oggi siamo al 75% quelli degli Europei, e al 25% quelli delle batoste”

Mancini vince e convince. Manci-ate di speranza e di rimpianto. La speranza di avere azzerato i postumi dell’eliminazione Mondiale. Il rimpianto per un obbiettivo-Qatar mancato nel modo più infamante e meno credibile. Archiviate le umiliazioni contro Argentina e Germania, e i successi contro Inghilterra e Ungheria, dove vogliamo posizionarci? Cercando di non essere né troppo ostili, né troppo presuntuosi, io credo che la dimensione della Nazionale di oggi sia al 75% quella degli Europei vinti, e al 25% quella della batosta Mondiale. In quel 75%, metto le forze nuove, che si sono affiancate alle risorse del trionfo (da Spinazzola a Chiesa): i Toloi, gli Acerbi, i Di Marco, i Gnonto e i Raspadori. In quel 25%, metto i patemi, che turbano ancora la gestione delle nostre partite. Senza un gigantesco Donnarumma, ad esempo, in Ungheria non avremmo vinto. Scavalliamo il Qatar, e costringiamoci a sorridere dinanzi al futuro.

21-9-2022
Carlo Nesti: “Le pagelle dei giornali votano Schuurs migliore di tutti”

Grazie all’analisi e alla sintesi di Massimo Fiandrino, abbiamo preso in considerazione i voti in pagella dei giocatori di Serie A, espressi dai 3 quotidiani sportivi italiani: “La Gazzetta dello Sport”, “Corriere dello Sport” e “Tuttosport”. Dopo 7 giornate, le medie voto premiano: Schuurs (Torino) 6,89, Kvaratskhelia (Napoli) 6,79, Ricci (Torino) 6,72, Bijol (Udinese) 6,71 e Parisi F. (Empoli) 6,69. Dando un’occhiata panoramica alle 9 potenziali “grandi” del torneo, in ordine alfabetico, i leader in classifica sono: nell’Atalanta Koopmeiners 6,57, nella Fiorentina Kouamè 6,42, nell’Inter L. Martinez 6,24, nella Juventus Milik 6,61, nella Lazio Milinkovic Savic 6,62, nel Milan Maignan 6,55, nel Napoli Kvaratskheila 6,79, nella Roma Dybala 6,64, e nel Torino Schuurs 6,89.

15-9-2022
Carlo Nesti: “Juve anti-Benfica: uno strazio previsto”

La Juventus ha avuto il vantaggio, finora, di sbloccare il risultato dopo pochi minuti, contro la Roma (2’ Vlahovic), contro lo Spezia (9’ Vlahovic), e contro la Fiorentina (9’ Milik). E’ successo anche contro il Benfica (3’ Milik). Eppure, in nessuna circostanza ha sfruttato il beneficio di gestire questo vantaggio, nel senso che è fiorita, sul piano del gioco, nella prima parte della gara, ed è gradualmente appassita nel corso della gara. Gli avversari ne hanno approfittato, e hanno costruito 2 pareggi e 1 vittoria. Contro il Benfica, è arrivata la ferita più amara, per palese mancanza di gioco (Allegri? Giocatori presenti? Giocatori assenti?). Unici all’altezza della situazione Milik, Perin e Paredes, con Bremer, Bonucci e Danilo un gradino sotto. Desolanti, al contrario, Cuadrado, Mc Kennie e Vlahovic. E così, la qualificazione è già compromessa, con il voto “zero” sulla pagella: straziante.

8-9-2022
Carlo Nesti: “Juve anti-PSG: era meglio la difesa a 4”

La Juventus, contro il Paris Saint Germain (3-4-3), si è trovata dinanzi un attacco formato da Messi, Neymar e Mbappé, al quale ha opposto (3-5-2) Bremer, Bonucci e Danilo. L’Inter, contro il Bayern Monaco (4-2-3-1), ha dovuto affrontare un attacco formato da Coman, Muller e Sané, alle spalle di Manè, al quale ha opposto (3-5-2) D’Ambrosio, Skriniar e Bastoni. Nel caso dei nerazzurri, il modulo con 3 difensori è talmente radicato, che cambiare può essere un azzardo. Nel caso dei bianconeri, invece, rispondere con 3 uomini a 3 fuoriclasse mi è sembrato un rischio eccessivo. Quando Messi, Neymar e Mbappé saltavano l’avversario, si trovavano in campo aperto verso la porta. A mio giudizio, Allegri, che è più elastico di Inzaghi, avrebbe dovuto optare per una difesa a 4: Danilo su Mbappé, Bremer su Neymar, Bonucci “libero”, e De Sciglio su Messi, con Bonucci raddoppia-marcature.

1-9-2022
Carlo Nesti: “Quell’urlo inascoltato di Vlahovic”

Al 10’ del secondo tempo, nel deserto attorno a lui, si alza l’urlo di Dusan Vlahovic: “Salite! Salite! Salite!”. Per “salire”, non si intende nessuna scala, ma l’attegggiamento collettivo di una squadra che avanza, e che assicura collaborazione ad un centravanti isolato. Eppure, il serbo ha già segnato 4 gol in 4 partite, ed anche contro lo Spezia ha sfoderato la fotocopia di una magia (copia e incolla con la precisione di un PC), al servizio di una Juventus capace solo di 3 tiri in porta. Il gol di Dusan, il quasi gol dello stesso Vlahovic, e il raddoppio di Milik. Film già visto, contro la Roma, come nella scorsa stagione: un approccio alla partita elettrizzante, e poi, dopo il vantaggio, il graduale ammosciarsi su “poltrone e sofà”: troppo poco. La miseria di 4 cross (11 dello Spezia) nel primo tempo. La miseria del 50% di possesso palla nel secondo tempo. Pogba, Paredes, Di Maria e Chiesa cambieranno il DNA della Signora?

24-8-2022
Carlo Nesti: “Le novità del calcio che cambia”

La Commissione tecnica dell'Uefa ha indicato alcune direzioni, nelle quali si sta muovendo il calcio. 1) 5 attaccanti. Nagelsmann (Bayern) opta, periodicamente, per il 3-2-5. Guardiola (Manchester City) per il 2--3-5. 2) 3 difensori. 17 squadre su 32, in Champions, sono abituate a partire con 3 difensori centrali, dei quali 1 avanzato, come Rudiger nel Chelsea. 3) Difese alte. La regola è, comunque, la retroguardia avanzata, intorno ai 45 metri. Unica eccezione: il 5-5-0 basso di Simeone (Atletico Madrid). 4) 1 gol su 5 da cross. Da notare l'importanza, oltre ai 3 gol su 4 su azione manovrata, delle reti su traversone e corner. In netto calo, quelli scaturiti da tiri da fuori, lanci lunghi e punizioni. 5) Non perde chi segna per primo. Nel 73% dei casi, vince, e nel 15% pareggia, sicché l'88% evita, comunque la sconfitta.

17-8-2022
Carlo Nesti: “Juve irrealizzabile con gli infortuni-chiave”

Un confronto caro ad Arrigo Sacchi: lo spartito e gli interpreti. Un confronto utile per capire dove può arrivare la Juventus. Personalmente, non avevo dubbi: lo spartito è quello della scorsa stagione, salvo pretendere da Allegri di cambiare se stesso. Contro il Sassuolo, baricentro basso, e possesso concesso agli avversari. Di conseguenza, se lo spartito è il medesimo, che l'anno passato non ha consentito alla Juventus di andare oltre il quarto posto, devi aspettarti dai il singoli il salto di qualità. Ma prima Chiesa, poi Pogba, e infine Di Maria, i 3 fuoriclasse con Vlahovic, si fermano, in tempi e modi diversi, allo "stop". La sentenza è inappellabile: a spartito immutabile, solo con la presenza di queste pedine sarà ipotizzabile una nuova Juve. E finché le partite si vivranno in infermeria, più che in campo, non avranno posto i miracoli, tanto meno dalla panchina.

8-8-2022
Carlo Nesti: “Milan e Roma sulla pista di decollo”

La vigilia dell'inizio del torneo concede fiducia a chi sembrava più attardato in chiave di mercato. E' il Milan, che su una base di coralità e affiatamento, ha inserito il tuttocampista De Ketelaere. L'Inter stenta laddove il bilancio le chiederebbe un sacrificio, ed infatti mai come adesso, in difesa, necessita la conferma di Skriniar. La Juventus parte con un piede in campo, e uno in infermeria, e continua a fare i conti sia con gli acciacchi subiti, e sia con i gol incassati. Il Napoli ha perso il tasso tecnico garantito da Insigne e Mertens, e l'esigenza di contenere gli ingaggi obbliga Spalletti a puntare più sulle idee, che sugli ideatori. La Roma è la fiamma, che scalda di più, e Mourinho ha l’occasione di lasciare una impronta personale su individualità da fuoriserie: da Dybala ad Abraham, da Matic a Wijnaldum.

3-8-2022
Carlo Nesti: “Alla Roma il record della curiosità”

Il decimo re di Roma (Mourinho dopo i soliti 7, Falcao e Totti) vuole emulare Giulio Cesare. Da lui, non devi aspettarti lo spettacolo. Dai fori del Colosseo ti fa intravedere la gloria, ma lo fa con il genio, la spada e la trincea. Ora, gli tocca un esercito carico di classe, e la Roma è in testa alla classifica della curiosità di questo campionato. La sagacia di Mourinho potrebbe essere messa alla prova su 2 versanti. Uno in attacco, laddove, fermi restando Abraham, Dybala e Pellegrini, ci si chiede se sarà possibile un rombo, Zaniolo compreso. E un altro a centrocampo, laddove, con le 2 pedine a disposizione nel 4-2-3-1, Cristante sembra la guardia del corpo preferita per il play Matic, ma un eventuale Wijnaldum sarebbe impossibile da escludere.

27-7-2022
Carlo Nesti: “Juve: la miglior riserva di Pogba era Mandragora”

Paul Pogba, nell’ultima stagione, ha disputato 27 partite, e ne ha saltate 22, trascinandosi appresso l’infortunio, che in questi giorni gli è stato fatale. Ora, non voglio recitare la parte del solito saccente del “senno di poi”, ma mi chiedo. Alla luce della fragilità del giocatore, non era meglio firmare un contratto, nel quale la prima esigenza fosse l’asportazione di quel menisco malandato? Credo che la Juventus, al di là di Paredes, dovrebbe cogliere l’occasione per ricorrere ai suoi giovani, come Rovella e Fagioli. Anche in questo caso, un quesito è lecito: perché continuare a impiegare le promesse come fonte di entrata, e non sul campo? Alludo a Cambiaso, che appena acquistato dal Genoa, è stato prestato al Bologna, quando poteva essere almeno provato negli Stati Uniti. E alludo anche a Mandragora, eterna pedina di scambio, che, a mio giudizio, era il miglior sostituto di Pogba in circolazione.

20-7-2022
Carlo Nesti: “Immaginiamo la Juve che verrà”

Juve secondo il 4-3-3: Szczesny – Cuadrado, Bremer, Bonucci, Danilo – Pogba, Locatelli, Zakaria (McKennie) – Di Maria, Vlahovic, Morata (Chiesa quando sarà pronto). Sarà questa la stazione d’arrivo del progetto? Diciamo subito che Allegri non ha alibi: sotto la sua guida, deve diventare una grande squadra. Ci sono gioielli come Bremer, Pogba, Zakaria, Di Maria, Vlahovic e Chiesa. E ci sono ancora incertezze, legate all’esterno destro basso, all’esterno basso sinistro, e all’esterno alto sinistro. Cuadrado e Danilo possono assumere nuovi ruoli. Morata potrebbe tornare alla base, con il plauso di chi capisce di calcio. Attenzione agli ultimi sogni: Paredes play, fra Pogba e Locatelli, e Zaniolo a sostegno di Di Maria e Vlahovic, ma senza Morata.

11-7-2022
Carlo Nesti: “40 anni dal Mundial: quando gridai dietro a Martellini”

 
  Chi ha visto, e rivisto, come me, fino all’ossessione, Italia-Germania Ovest 4-3, ricorderà senz’altro il grido strozzato, che, nella telecronaca di Nando Martellini, celebra il gol decisivo di Rivera: “Vinciamo! Vinciamo! Vinciamo!”. E’ la voce del regista Mario Conti, che non riesce a trattenere la sua gioia, ed entra nelle case di milioni di italiani.
 
  L'11 luglio 1982, so di non dovere lavorare, durante i 90 minuti della finale Mundial fra le stesse 2 Nazionali, ma di essere impegnato solo dopo la partita, come inviato del TG3. Patty Pravo aveva già cantato 9 anni prima “Pazza idea”, ma, a me, la “pazza idea” viene in quel giorno indimenticabile, anche se di tutt’altro genere.
 
  E se, qualora gli azzurri vincessero, pure io lasciassi un’orma vocale, nella telecronaca di un’altra Italia-Germania Ovest, questa volta valida per l’assegnazione della Coppa del Mondo? Qui si stupiranno in tanti, che mi hanno conosciuto come un giornalista calmo e moderato. Ma, in realtà, sono, da giovane, una sorta di Dottor Jekyll-Mister Hyde. 
 
  La tribuna-stampa è gremita all’inverosimile, senza più posti comodi per nessuno. Nando, impeccabilmente cortese, mi dice che posso stare appollaiato dietro di lui, vicino al responsabile dello sport del TG2 Beppe Berti. Peccato non avere scattato una fotografia, perché vedreste un canarino (io) su un trespolo, di nome Martellini...
 
  Un'ora prima del fischio d'inizio, abbiamo la misura esatta dell'attesa italiana: sale in tribuna d'onore il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, e saluta la folla, spronandola, come avrebbe fatto un Mussolini dal celebre balcone. Ovviamente, il paragone è l’esatto contrario di quanto lui, glorioso anti-fascista, vorrebbe.
 
  Ma l’immagine del condottiero, in quell’istante, è reale. Il popolo azzurro non aspetta altro, per avere un punto di riferimento, al quale accodarsi. E’ impressionante, perciò, sentire l'esplosione “Italia, Italia” di almeno 50 mila connazionali, che rispondono al saluto, e che sventolano, dappertutto, bandiere tricolori di ogni dimensione.
 
  Quando si entra nel vivo, 3 circostanze sembrano spiegare che il vento della vittoria si è esaurito, e la prima, stranamente, non è stata mai citata da nessuno. Durante l’inno di Mameli, si interrompe bruscamente la musica introduttiva. Il collegamento televisivo, in Italia, comincia quando l’inno riparte, per cui se ne accorge solo chi è allo stadio.   
 
  I giocatori si guardano, uno con l’altro, nei secondi in cui si procede ad ovviare all’inconveniente. Chi è già pallido, lo diventa ancora di più, perché sembra un brutto presentimento. Poi, durante la frazione iniziale, prima Graziani esce, con la spalla lussata, e poi Cabrini sbaglia un calcio di rigore. Dobbiamo iniziare a parlare di malocchio?
 
  Nell'intervallo, l’umore è comune: forse la fortuna ci ha abbandonato. All'inizio della ripresa, si registra una serie impressionante di falli su Oriali, scatenato, e bersagliato dagli avversari ad ogni dribbling. All'ennesima scorrettezza di Stielike sul mediano, sempre piazzato dietro a Martellini, non resisto, e attuo il mio piano.
 
  Urlo, infatti, quel “Basta!”, nitido e rabbioso, che resterà nella registrazione del match. Da adesso, in avanti, dunque, se vi capiterà di rivedere la partita, saprete che l’autore della “pazza idea” non è un ultras, introdottosi furtivamente in tribuna stampa, ma il freddo e compassato giornalista Carlo Nesti. Svelato il segreto!
 
  Al 12', l'1-0 è paragonabile ad una partenza dei 100 metri: il cross di Gentile è lo sparo, si proiettano in 5, nello stesso momento, sulla linea bianca, e qualcuno tocca il pallone per primo. Gol! Gol! Gol! Quando i giocatori si rialzano, è il solito italiano-medio, con un fisico da ragioniere, a saltare verso il cielo: il Signor Rossi.
 
  Al 24', la rete del raddoppio equivale ad un “torello” in allenamento: Scirea, Conti, Rossi, Scirea, colpo di tacco a matare i tedeschi, Bergomi, ancora Scirea, e Tardelli, che, cadendo, scaraventa la sfera sotto la traversa. Inutile che sia anche io a ribadire quanto significhi, per noi, la corsa sfrenata di Marco verso la leggenda.
 
  Al 36', il contropiede all'italiana sembra ritagliarsi il suo spazio di gloria, in risposta agli sterili attacchi degli avversari. Volata lunghissima di Conti, inseguito da Stielike, assist per Altobelli, e 3-0, con Pertini che si alza, e grida “No, non ci prendono più!”. Un’altra immagine, che decolla dalla cronaca, e plana per sempre nella fiaba.
 
  Il gol del 3-1 di Breitner non muta il destino della partita, saldamente nelle mani degli azzurri fino al novantesimo minuto. Mentre scendo, per abbandonare la tribuna-stampa, sono costretto a fermarmi, quasi a livello del campo di gioco, con accanto l’inviato di “Tuttosport” Vladimiro Caminiti, rapito dagli ultimi palpiti del match.
 
  Fra tutti i giornalisti sportivi di quell’epoca, e mi riferisco ai Brera, ai Ghirelli, ai Palumbo, ai Tosatti, e tanti altri, è il massimo “poeta del calcio”, inarrivabile nel coniugare la lirica con il pallone. Gli sussurro che è bello, in un momento così, contare i secondi che mancano con lui, il più romantico di tutti i colleghi: sorride, mi accarezza, ed è il trionfo.

P.S. - Se siete iscritti a Facebook, potete ascoltare i sonori in questione, attraverso il link www.carlonesti.it.

5-7-1982
Carlo Nesti: “Coppi + Bartali + Mennea = Italia 1982"

Faceva caldo, a Barcellona e Madrid, all’inizio del luglio 1982. Un caldo bestiale. Lo stesso che ha invaso l’Italia 40 anni dopo. E’ aria di Mundial. Aria di celebrazioni di un periodo in cui Zoff aveva 40 anni, ed oggi 80, con la sua stessa simmetrica longevità di Dino-sauro. Dall’esterno di italiani, ancora una volta privati dei Mondiali sul campo, torniamo a ammirare quella epica impresa. La fusione corale di un gruppo, disposto a coalizzarsi contro la stampa, pur di realizzare il sogno. L’abbraccio patriarcale di 22 ragazzi, raccolti attorno a Mosè Bearzot, capaci, in quei giorni, di solcare qualsiasi burrasca. Il connotato sociale di chi trasmette gioia e libertà in una intera popolazione, esausta dopo lo strazio degli anni di piombo. Provate a mettere insieme Coppi, Bartali e Mennea, e troverete i valori di quella Nazionale, ancora in grado di produrre, adesso, fontane azzurre di inchiostro.