Ancelotti cerca il capolavoro: regalare al Brasile ‘O Hexa’ e interrompere un digiuno di 24 anni
BRASILE - Girone C con Marocco (14 giugno, New Jersey), Haiti (20 giugno, Filadelfia), Scozia (25 giugno, Miami)
Nel Gruppo C assieme a Haiti, Marocco e Scozia, troviamo il Brasile, nazionale che attualmente occupa il 6º posto del ranking FIFA. Si tratta della ventitreesima partecipazione della sua storia ad una Coppa del Mondo, il che fa la Seleção l’unica squadra ad aver partecipato a tutte le edizioni del principale torneo calcistico mondiale. In barba a tutti i tradizionalismi di cui spesso il Brasile si fa protagonista, questa volta a guidare della squadra ci sarà l'italiano Carlo Ancelotti, primo tecnico straniero ad allenare la Seleção ad una Coppa del Mondo e soltanto il quarto straniero di sempre sulla panchina verdeoro. Anche Carletto vivrà la sua prima esperienza come commissario tecnico, seppur nel 1994 faceva parte dello staff tecnico di Sacchi con l'Italia proprio negli Stati Uniti. Nella sua pinacoteca di argenteria degna dei migliori palazzi reali manca solo l’oro della ‘O Hexa’, “la sesta” come la chiamano da quelle parti. Un titolo che in Brasile manca 24 anni: digiuno più lungo al pari di quello che ci fu tra il terzo titolo del ’70 e il quarto dell’94.
Il cammino verso il Mondiale
Il cammino di qualificazione del Brasile verso il Mondiale 2026 è stato tutt’altro che semplice. La Seleção ha conquistato il pass soltanto nelle ultime giornate, chiudendo il girone al quinto posto con un bilancio di 8 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte, numeri insoliti per una nazionale abituata a dominare il panorama sudamericano. A pesare in modo decisivo sono stati soprattutto i due ko contro l’Argentina, sfide mai banali per il calcio brasiliano e capaci di provocare profonde conseguenze anche a livello tecnico. La sconfitta per 1-0 al Maracana nel novembre 2023 causò infatti l’addio di Fernando Diniz e la successiva nomina di Dorival Junior. Quest’ultimo, però, è stato esonerato nel marzo 2025 dopo il durissimo 4-1 subito a Buenos Aires, risultato che ha spinto la federazione brasiliana a prendere la rivoluzionaria scelta di affidarsi ad Ancelotti.
La squadra
Il modulo di riferimento utilizzato è un 4-2-3-1 spiccatamente offensivo, con una trequarti fatta per lo più di attaccanti e terzini di spinta. Da non sottovalutare, però, anche la tenuta difensiva, visto che Carletto è un maestro nel curare la fase di non possesso e potrà contare sulla solidità di due top come Marquinhos e Gabriel. Il punto forte, comunque, resta l'attacco, dove spiccano le stelle Vinicus e Raphinha, ma che vede anche Martinelli, il duttile Matheus Cunha e il vice-capocannoniere della Premier Igor Thiago. Gli occhi di tutti, però, saranno rivolti a Neymar. Il miglior marcatore nella storia del Brasile è riuscito a strappare in extremis una convocazione e si appresta a disputare il suo quarto ed ultimo Mondiale.
I convocati
Portieri - Alisson (Liverpool), Ederson (Fenerbahce), Weverton (Gremio).
Difensori - Alex Sandro (Flamengo), Bremer (Juventus), Danilo (Flamengo), Douglas Santos (Zenit), Gabriel (Arsenal), Ibanez (Al-Ahli), Leo Pereira (Flamengo), Marquinhos (PSG), Wesley (Roma).
Centrocampisti - Bruno Guimaraes (Newcastle), Casemiro (Manchester United), Danilo (Botafogo), Fabinho (Al-Ittihad), Paqueta (Flamengo).
Attaccanti - Endrick (Lione, in prestito dal Real Madrid), Gabriel Martinelli (Arsenal), Igor Thiago (Brentford), Luiz Henrique (Zenit), Matheus Cunha (Manchester United), Neymar (Santos), Raphinha (Barcellona), Rayan (Bournemouth), Vinicius (Real Madrid).
Formazione tipo Brasile (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinhos, Gabriel, Wesley; Casemiro, Bruno Guimaraes; Raphinha, Cunha, Vinicius; Igor Thiago. CT: Ancelotti.











