"Ce l'ho fatta": Buchanan torna sull'Inter e l'infortunio con il Canada in Copa America
"Riesco a esprimere me stesso. Esultanza con il salto mortale? Ho iniziato da bambino". Il volto di Tajon Buchanan - esterno canadese mai sbocciato all'Inter poi rinato al Villarreal - si è acceso nel parlare della sua passione per il calcio e della ruota con verticale che si trasforma in un salto mortale all'indietro scelta come celebrazione per un gol. Lo racconta in un'intervista a TSN, alle prese con i preparativi per l'esordio al Mondiale con il Canada.
Quello negli Stati Uniti, in Messico e in Canada non è il primo Mondiale per il 27enne, che ha vissuto sulla pelle anche l'edizione in Qatar. Con l'Inter a corteggiarlo un anno intero e portarlo a Milano gennaio 2024. Lì ha compreso l'importanza di diventare il primo canadese a giocare nella Serie A italiana: "Ce l'ho fatta", il primo pensiero avuto dal giocatore quando ha firmato con i nerazzurri, come lui stesso racconta. Eppure l'esperienza all'ombra di San Siro non è stata florida, con 10 presenze in 5 mesi ma la medaglia di campione d'Italia e il primo scudetto.
Poi il buio totale pochi mesi più tardi. "Alla Copa America ero davvero concentrato", ha detto Buchanan. Impegnato nella competizione continentale con la squadra del CT Jesse Marsch, ha riportato un grave infortunio in allenamento che ha richiesto l'intervento di un'ambulanza in campo. Buchanan si è scontrato con un compagno di squadra durante un'esercitazione, è caduto e ha riportato la frattura della tibia.
"Il mio telefono squilla ed è Dayne St. Clair: si sentiva solo il suo respiro", ha raccontato Mike Senkowski, agente di Buchanan. "Ho detto: 'Dayne, stai bene? Va tutto bene?'. E lui cercava di far uscire le parole di bocca: 'È Tajon'". Il giorno successivo, il giocatore canadese è stato operato, un colpo durissimo. Dopo che Shaffelburg ha segnato il gol del vantaggio del Canada nella vittoria dei quarti di finale contro il Venezuela, l'esterno è corso verso la panchina del Canada, ha preso la maglia di Buchanan e l'ha tenuta alta. È diventato uno dei momenti simbolo dell'avventura del Canada in Copa America. E l'ex Inter è rimasto toccato: "Mi è sembrato che la mia seconda famiglia stesse facendo il tifo per me".






