Cellino chiarisce: "Non ho riattivato la matricola del Brescia per i soldi di Tonali"
Massimo Cellino risponde alle voci che collegano la decisione di riattivare la matricola del Brescia alla possibilità di percepire una quota del probabile prossimo trasferimento di Sandro Tonali dal Newcastle al Tottenham. Il dirigente nei giorni scorsi ha dato il via a un’operazione molto criticata dai tifosi delle Rondinelle.
Diversi osservatori avevano ipotizzato che fosse una manovra legata al futuro di Tonali. E invece, nell’intervista di oggi, Cellino ha voluto chiarire che non è così: “No. L'indennizzo lo avrei preso ugualmente. Non ho riattivato la matricola per questo. Il tempo darà le risposte”.
La questione nasce dal diritto del Brescia, in base ai regolamenti FIFA e al relativo contributo di solidarietà, a percepire una quota di qualsiasi trasferimento che interessi Tonali, cresciuto nelle giovanili del club lombardo. Nello specifico, si tratta di una percentuale anche abbastanza rilevante: la FIFA prevede infatti che il 5% del valore di un trasferimento vada ai club che hanno formato il giocatore tra i 12 e i 23 anni. Nello specifico, ogni stagione dai 12 ai 15 anni vale lo 0,25% del trasferimento, e ogni stagione dai 16 ai 23 anni vale lo 0,50%. Considerando che Tonali ha giocato al Brescia fino ai 19 anni, si parla di un 3,5% che, su 100 milioni, fa 3,5 milioni. Non poco (al Milan, ovviamente, andrà il restante 1,5%).
Ad alimentare l’ipotesi di una riattivazione della matricola era stata, in verità, anche la nota dello studio legale Tonucci & Partners, che ha assistito Cellino nella pratica: “Il Comitato Regionale Lombardo della Lega Nazionale Dilettanti ha riattivato la matricola ‘7810’ del Brescia Calcio. Questo vuol dire che torna in vita la storica squadra della città e avrà diritto a percepire i contributi di solidarietà se andrà in porto la cessione di Sandro Tonali, giocatore del Newcastle in procinto di passare ad altra quotata formazione della Premier League. La vendita del giocatore italiano potrebbe portare nelle casse sociali le somme necessarie a risanare i debiti e ripartire per una nuova avventura calcistica”.






