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I giudizi alla gara di Mastanutono col Genoa rispecchiano i problemi del calcio italiano

Marco Conterio
autore
Marco Conterio
Oggi alle 07:15Serie A
16.10.2026 07:15Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca 2026

La malabitudine italiana di giudicare solo in base al risultato e all'effettività finale d'un gesto è quel che da anni ci rende stagnanti, che non ci permette di crescere. Prendiamo l'ultima partita di Franco Mastantuono con la Fiorentina, che a livello di dati è stata quasi in tutto superiore al Genoa, ma che ha gettato al vento i primi venticinque minuti sbagliando l'approccio e prendendo due reti per scelte individuali ben più che discutibili.

I dati contro il Genoa

In questo, s'inserisce pure la prestazione di Franco, che un giorno a Firenze è "dategli la 10 di Messi", l'altro è "acerbo ed egoista e mica pronto". I numeri della sua partita dicono che la sua gara è ben altro che da bocciare, eppure son fioccati pure i 4 in pagella (sic!). 87% di passaggi precisi di cui 88% nella metà campo avversaria. Il Genoa lo ha costantemente triplicato, s'è liberato comunque tre volte al tiro e ha fatto un passaggio chiave. Ha toccato 64 volte il pallone sbagliando (solo!) 3 tocchi. 5 dribbling tentati e 3 riusciti, tra i più efficaci della partita. 6 contributi difensivi e 3 tackle vinti su 5 (numeri non banali per un trequartista), 18 duelli a terra e 11 di questi con esito positivo.

Qualità e quantità

L'impatto e l'impegno? 9.1 chilometri non dicono nulla se non analizzati, il 6% sono corse ad alta intensità, circa il 2% sprint. Numeri non banali, eppure è stato stroncato. E questo vale per lui come per tutti i giocatori d'immenso talento, che si chiamino Leao, Yildiz o Dybala. Senza il gesto eclatante, risolutivo, "un disastro". L'analisi più in profondità ci dice altro, ma in Italia è una battaglia oramai persa. O forse no.

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