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Joao Mario: "Bologna è stata l'opportunità per dimostrare che posso dire la mia"

Joao Mario: "Bologna è stata l'opportunità per dimostrare che posso dire la mia"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Simone Lorini
ieri alle 23:07Serie A
Simone Lorini

Joao Mario, esterno del Bologna, parla ad A Bola della sua stagione, divisa tra l'Emilia e la Juventus: "Sappiamo che raggiungere l'Europa tramite il campionato sarà difficile, perché il distacco dalle squadre in lotta è ampio. Ci crediamo, è possibile, ma resta complicato. Al contrario, il cammino in Europa League è stato ottimo e abbiamo grande ambizione. Aver eliminato la Roma è stato fondamentale per il club e per noi giocatori; dopo la vittoria l'atmosfera era incredibile, si percepiva la felicità di tutto l'ambiente. Ora vogliamo di più. Il sorteggio ci ha riservato il percorso più duro: la Roma era una delle favorite e ora ne affrontiamo un'altra. È una sfida ardua, ma siamo concentrati e legatissimi a questa campagna europea".

Se tutto andrà come previsto, a fine stagione tornerai alla Juventus. Cosa non ha funzionato a Torino?
"Nei primi mesi mi sentivo bene. Giocavo, ho avuto occasioni da titolare, entravo quasi sempre... sentivo che le cose andavano come speravo. Non sono stato così ingenuo da pensare di diventare un titolare inamovibile della Juventus dall'oggi al domani: è un club diverso, una cultura differente e il processo di adattamento è normale. Ero felice, ma a un certo punto ho sentito che lo staff tecnico cercava caratteristiche diverse per la mia posizione e ho iniziato a perdere spazio. Ogni allenatore fa le sue scelte. Con mister Igor Tudor giocavo di più quando eravamo in svantaggio e cercava un piano più offensivo, ma era comunque meno di quanto mi aspettassi. Poi è arrivato mister Spalletti, che cercava profili più difensivi. Ci siamo parlati e gli ho detto che avevo bisogno di minutaggio. Ero grato di tutto, ma se ci fosse stata la possibilità avrei preferito cercare un'altra squadra. È spuntato il Bologna ed eccomi qui".

Alla domanda se ritenga di poter avere un futuro alla Juventus con Luciano Spalletti come allenatore, il calciatore ha risposto affermativamente. Ha spiegato che l'esperienza al Bologna ha rappresentato l'opportunità ideale per dimostrare il proprio valore in un campionato tattico e fisico come quello italiano. Pur riconoscendo che la mentalità degli allenatori in Serie A sia tendenzialmente più prudente, ha sottolineato di essere consapevole di dover coprire entrambe le fasi di gioco. Ha poi aggiunto che sta dimostrando di poter competere a questo livello e di avere potenziale, augurandosi di mantenere questo rendimento nei due mesi che mancano alla fine della stagione. Infine, ha precisato che il suo futuro non dipenderà solo da lui, ma dalla società e dalle scelte di mister Spalletti (qualora dovesse restare alla guida dei bianconeri), ribadendo comunque la propria serenità e l'impegno nel voler provare di meritare certi palcoscenici.

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