Milan, Amorim: "Non aspettatevi Mourinho. Ramos? Guardatelo cinque minuti. Su Leao..."
Per gli allenamenti se ne parlerà da lunedì con il raduno, ma la stagione 2026-2027 del Milan prenderà il via oggi con la presentazione ufficiale del nuovo allenatore Ruben Amorim, di scena a partire dalle 15:00 preso la sala stampa di Casa Milan. Al suo fianco ci sarà anche Gerry Cardinale, proprietario del club, alla prima presenza pubblica in assoluto dietro ai microfoni e davanti ai giornalisti.
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Introduce Cardinale
Gerry Cardinale introduce la conferenza.
“Buon pomeriggio, grazie mille per essere qui. Come sapete è una giornata molto importante per l’AC Milan, essere qui con voi per presentarvi il nuovo allenatore. Avete visto quante cose sono cambiate dalla fine dell’ultima stagione. Per la prima volta da quando sono proprietario ci saranno molte cose nuove. Molto spesso in tante circostanze cosa succede? Prima si va dal direttore sportivo, poi dal capo, poi dal coach. In un mese abbiamo fatto sei mesi di meeting. Tutto questo per rivedere il rapporto tra tecnico e la società. Noi vogliamo riportare il Milan al suo grande e glorioso passato, ed è importante per tutti: noi giochiamo per vincere. Non è che ci mettiamo a giocare per non perdere. Questo deve essere il nostro nuovo stile. Deve essere un calcio eccitante, bello da guardare. Voglio creare una nuova cultura. Stop col passato. Sono qui adesso, sono il responsabile in prima linea. Ma dietro di me c’è tutto un team. Abbiamo lavorato a lungo per avere Ruben come pietra miliare del nostro team, che ha grande profondità. È importantissimo parlare di queste persone. Ho preso le mie persone migliori e le ho portate nella casa del Milan. Faremo in modo che le azioni che faremo parleranno da sole”.
Prende la parola Ruben Amorim.
Da questi primi momenti che percezione hai avuto?
"Mi scuso di non parlare in italiano, è un atto di rispetto verso dei tifosi e la ritengo una cosa molto importante per me che l'allenatore del Milan si esprima in italiano. Sono felicissimo di essere qui. Adoro Milanello, c'è tutto quello che serve, anche il personale, non potrei essere più felice. Mi sento a casa ed è un grande piacere essere qui".
C'è un Milan del passato che vorresti emulare?
"Cardinale vi ha detto che vogliamo giocare a calcio, quindi niente pressione (ride, ndr). Ricordo il Milan di Ancelotti, ho guardato tantissimo la difesa e la pressione di Sacchi, che aveva portato tantissime nuove idee. Ricordo Capello, la sua squadra incredibile che non perdeva mai: veramente incredibile. Il passato del Milan non è la squadra, ma tutto un insieme di giocatori straordinari del Milan. Sono le persone. Se dovessi scegliere un ricordo sarebbe difficilissimo. Sono grande fan delle squadre portoghesi, ricordo le finali del '90 col Benfica. Ho bellissimi e profondi ricordi del Milan e ora ci sono dentro completamente. Sento il piacere e la responsabilità. È molto difficile vincere in Italia, ma noi non siamo qui per giocare per perdere. È una bella sfida".
Perché Goncalo Ramos?
"Non voglio parlare dei singoli. Non spetta a me dire perché è stato scelto. Vedo la squadra, il lavoro di squadra e poi mi piace vedere i giocatori. Non vediamo solo i nomi, guardiamo i profili: facciamo scouting e vediamo cosa c'è dietro. Mi piace tanto Gonçalo, l'avete visto con la Croazia: in mezzo a tre difensori ha segnato, ed è una cosa che si vede spesso anche in Italia questa situazione. Le persone guardano solo il talento, io vedo invece proprio un giocatore. Si tratta di vederlo giocare ben inquadrato nella squadra. Guardate Gonçalo giocare, vi basta guardarlo giocare 5 minuti. Lui per me è un messaggio: vuol dire che crediamo nel gruppo e nella squadra. È stato un arrivo veloce. Leao ha giocato molto bene ai Mondiali, giocatore con la G maiuscola, ma sono felice di tutta la squadra in generale"
E se andasse bene...?
"Certo sì. È difficile. Però attenzione, a parte il dire poi c'è il fare. So benissimo che è una sfida. È sempre più di una frase o una slogan: vuol dire appartenere alla storia di qualcuno che è iconico. È il tipo di sfida che mi piace cogliere. Sono felice. Sarò felice avendo provato, anche quando quel provare non porta a risultati eccellenti. Ora ho fame di successo, credo nel Milan. Bisogna conoscere bene le caratteristiche del calcio italiano. Vediamo tante cose, cerco di confrontarmi spesso e imparare. Quando ho pronunciato quelle frasi ci credevo e ci credo ancora oggi".
Lo Scudetto è l'obiettivo?
"Ci mettiamo in discussione. Certo che vogliamo vincere la seconda stella: so benissimo che sarà difficile e sarà dura. Ma è chiaro che l'obiettivo per eccellenza è dominare il campionato".
Come intende schierare la squadra?
"Primo: non ho accettato il Milan perché è il Milan, ma abbiamo fatto riunioni; ricordo benissimo la prima: sono un coach, lo voglio fare, discuteremo del contratto, ma era già scattato qualcosa. Mi offrono dei principi che mi piacciono, sono pronto a difendere dei valori. Bisogna fare più gol, questo è certo. Ma quando senti di avere le persone giuste affianco a te, quando senti che ci siano tutti gli ingredienti giusti, la sfida va raccolta. E io l'ho fatto".
Ha parlato con i tuoi precedessori portoghesi?
"Li conosco, ma eravamo rivali, non ci ho parlato. Voglio fare le cose come penso io. Mi sono fatto tante domande e altri le hanno fatte a me. Ho avuto le risposte che volevo. Mi sento molto a mio agio".
Ha preso una decisione su Leao?
"Non voglio parlare dei singoli. Io sono felice della squadra. Gerry voleva farvi vedere quanto ci sta lavorando, quanto sia manager per questa squadra. Poi chiaro che tutto questo voglia dire anche pressione... Io ora conoscerò la squadra, la valuterò, e poi si parla con i vari dirigenti, definendo tutti insieme la squadra migliore per l'inizio del campionato. Sono felice della squadra. Chiaro che serva tempo, bisogna scoprire man mano ogni giocatore".
Stima Mourinho?
"Sono completamente diverso da lui. Ho imparato moltissimo da lui, ma quando si è un allenatore non si può copiare nessuno. Ci sono io dentro, c'è uno stile di gioco. Poi spero di vincere: questa è l'unica cosa che abbiamo in comune. Ho tantissimo rispetto di lui, lo posso chiamare amico, ma non aspettatevi del Mourinho da me. Poi la comunicazione è fondamentale".
È ottimista per Modric?
"Modric lo vogliamo tenere. Ho parlato con lui due volte. Se serve ci vado di nuovo. Ha ottenuto ottimi risultati, ha giocato bene. Non dico che farebbe tutte le partite, ma assolutamente vogliamo contare su di lui per la stagione in arrivo. Anche il board ci ha parlato".
Le hanno spiegato il contesto in cui è arrivato?
"Può essere dura uscire da questo periodo lato tifosi. Ho studiato tantissimo il feeling della città e so cosa vuol dire il contesto in cui sono arrivato. Per me la domanda ora è: come risolviamo la cosa? Abbiamo le armi per farlo? E la risposta c'è stata. Ed è stata eccellente. Ai tifosi non dico che cambierà subito la vita, ma dico solo che lavoreremo. Non voglio prendere in giro nessuno. Prometto di fare il meglio per il club, che a volte non è esattamente ciò che vogliono i tifosi, e non è neanche sempre il meglio per me. Non posso cambiare tutto in 24 ore. Piano piano. Farò del mio meglio per l'AC Milan, è una promessa. Non posso cambiare in 24 ore, si comincia piano piano. Comincia tutto nel preseason, come ci presentiamo agli altri e al mondo. Abbiamo questa responsabilità non solo per il Milan, ma per il calcio italiano. Ho fatto errori e farò errori, ma c'è un'idea su come voglio giocare. Dal primo incontro di Serie A vogliamo vincere. Si vince la prima partita, la seconda e poi si costruisce tutta la struttura".
Quanto tempo ci vorrà per vedere il suo Milan?
"Non possiamo cambiare tutto in un giorno, ma cercheremo dalla prima partita di far vedere. Io voglio partire in quinta, dominando sin dal primo incontro".
Come sarà nei confronti dei giocatori che hanno dubbi? Cosa pensa di dare a livello umano allo spogliatoio?
"Se posso dirlo. La cultura italiana e portoghese ha a che fare col contatto e sono fatto in questo modo. Chiaro che bisogna saper indicare l'errore. Sarò sempre onesto con i miei uomini. Sarò equo, corretto, so che è così che si ottiene la fiducia dei giocatori. Quello che posso dire in questo momento è che sono come voi, mi piace il contatto umano. Abbiamo un team eccezzionale che si occupa dei giocatori: abbiamo tutto sotto controllo. Poi serve anche un modo attraente di giocare: vogliamo dare l'opportunità ai giocatori di fare bene e questo può aiutarci a vincere".
Quanto peso avrà Pulisic?
"Pulisic è di grande grande talento. Si è fatto male al Mondiale, bisognerà fare delle valutazioni. Ma è veramente perfetto per come è fatto qui il calcio: è uno che può fare la differenza con la D maiuscola. Ho veramente le idee molto chiare su come vorrei farlo giocare: a sinistra col piede destro. Con il piede destro sul lato sinistro, ma anche sull'altro lato. Anche se lo voglio tra le linee, non con i piedi sulla linea. È benvoluto nel club, c'è tutto il team dietro per sfruttarlo al massimo. Per noi è molto importante. Ho detto che non volevo parlare dei singoli ma vedete che ogni tanto ci casco (ride, ndr)".
Quanto tempo serve per costruire la squadra?
"Il tema principale è avere dei giocatori, alcuni sono in Coppa del Mondo e altri devono ancora fare le vacanze. Comunque sono molto tranquillo. Ho la conoscenza sui giocatori, ma devo vederli in allenamento. Più che una deadline sul mercato voglio allenare i miei giocatori. Riusciremo ad essere competitivi anche con la squadra attuale".
Cambierà tanto rispetto ad Allegri?
"Vi posso dire come vorrei giocare. Ho grandissimo rispetto con Allegri, ma non voglio parlare di come giocava il Milan. Vi dico come vorrei giocare io: con la palla che ci aiuta a dominare gli avversari e questa squadra sa difendersi molto bene. Ho idee diverse con Allegri. Io ho le mie. Voglio recuperare il più velocemente possibile, voglio intrattenere i tifosi, voglio un calcio bello da guardare. Poi è chiaro che ci vuole un po' perché il motore parta, ma questo non vuole dire che non si abbiano responsabilità. Si gioca per vincere. Vogliamo fare gol e dominare il gioco".
Come valuterà i rientri dai prestiti?
"Ci sono giocatori che rimarranno con noi. Chukwueze resta, perché ci servono giocatori da uno contro uno. Saelemaekers può giocare sia a destra che a sinistra. Cissé comincerà la prestazione con noi. Comotto pure. Mi servono quei cinque sei giocatori che non c'erano l'anno scorso e che ritroveremo. Poco importa da dove arrivano: se assorbono bene il coaching, troveremo posto per loro. Prima di guardare fuori dal club, guardiamoci bene dentro. Facendo attenzione al denaro, perché il proprietario è qui. Vogliamo fare le cose fatte bene".
Cosa le ha insegnato Manchester?
"Difficile spiegare gli errori. Io, e lo dico in italiano, sono l'allenatore del Milan e parlo del Milan. Mi dispiace di come sia andata a Manchester. Ma ora sono cambiare le pagine e ci sono tante cose che posso fare meglio. Bisogna imparare".
Termina qui la conferenza.






