Vasquez racconta l'ultima stagione con la maglia del Genoa: "E' stato l’anno migliore"
Intervistato da Fox Deportes, il difensore del Genoa Johan Vasquez ha parlato della sua stagione con la maglia rossoblù del Mondiale che affronterà con il Messico: "Da quando è iniziata la stagione, mi sono sognato tutto questo - riporta Buoncalcioatutti.it -. Avrei voluto giocare e arrivare a trenta partite all’anno ed è stato come me lo ero immaginato (la sua amichevole con l’Australia è stata addirittura la numero 53 da giugno 2025, ndr).
Abbiamo iniziato un po’ male, abbiamo cambiato allenatore, ma poi abbiamo ottenuto la salvezza. Come ho detto a mia moglie, pur non sapendo quanti anni giocherò, è stato l’anno migliore, anche se complicato perché mi hanno scelto come capitano ed essere capitano è una delle migliori cose nel calcio. Ovviamente ci sono cose che impari a maneggiare col tempo, col gruppo, ma come ho detto è stato un anno incredibile per me. Ora penso al Mondiale. Come già ho detto, quest’anno ho scelto di rimanere, di avere fiducia nella mia squadra, di essere capitano e di avere minuti per arrivare bene a questo Mondiale. Tutto quello che mi ero immaginato e che avevo pensato, grazie a Dio, si è avverato.
Quello che voi chiamate salto, sarebbe potuto esserci già l’anno scorso. Probabilmente sarebbe stato un cambiare campionato e cambiare paese, ma ho scelto altre cose. È difficile dirvi altro perché sono al Mondiale ed è difficile distogliere il pensiero. Mi sento preparato per quello che può accadere, non ho paura di quello che può accadere. Se arriva, sono felice, ma so che, non mancando di rispetto a nessuno, dove sono è una realtà importante. Nessuno mi ha regalato nulla e non sono cose facili. Quest’anno sono diventato anche il messicano col maggior numero di partite in Serie A.
Le cose costano e penso di non volerle regalare senza motivo, solo per un cosiddetto 'salto' nel vuoto. In fin dei conti mi sento bene in città, con la squadra, con mia moglie parliamo spesso del fatto che i nostri figli sono nati a Genova. Siamo in un momento dove prima di parlare di cambiare, di futuro, dobbiamo godere il momento. Un momento di pace, nel quale conosciamo già la città e noi stessi: dobbiamo godercelo al massimo".











