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Caputo: "Empoli-Entella, gara che pesa più per i toscani. E su Bari e Samp dico che..."

Caputo: "Empoli-Entella, gara che pesa più per i toscani. E su Bari e Samp dico che..."TUTTO mercato WEB
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Claudia Marrone
Oggi alle 12:02Serie B
Claudia Marrone

Un momento sicuramente particolare quello che sta vivendo il calcio italiano, e ancora più particolare quello che sta vivendo la Serie B, alla luce di una classifica piuttosto inaspettata che vede squadre come Bari e Spezia in piena lotta per la salvezza e formazioni come Empoli e Sampdoria ancora nel limbo. Per una panoramica generale del tutto, i microfoni di TuttoMercatoWeb.com hanno contattato chi - il calcio italiano - lo conosce molto bene, l'ex attaccante Francesco 'Ciccio' Caputo.

Un Empoli in difficoltà, a un solo punto dalla zona playout. Come giudica la stagione degli azzurri?
"Sicuramente vedere il mio Empoli in quella situazione è una pugnalata al cuore, vivo qua, conosco la città e l'ambiente, e mi fa proprio male. Ma se mi fermo a pensare e analizzo la situazione, balzano a gli occhi tre allenatori in una stagione, che sono un chiaro indice di difficoltà: un club come quello azzurro non è abituato a lottare per la salvezza in B e senza giocatori giusti si fatica di più. Perché sia chiaro, non può essere solo un problema di guida tecnica, ne sono passate tre, e in campo vanno i giocatori. Qualcosa non gira, probabilmente neppure si aspettavano una stagione così in salita, ma spero possano uscirne presto".

Certo è che fa strano vedere Empoli-Entella di domenica come scontro salvezza. Chi avrà più pressioni?
"Probabilmente quella di domenica è una sfida che pesa di più per l'Empoli, che in casa ha un cammino piuttosto difficile, nonostante poi anche l'Entella non abbia brillato in trasferta. Però, i chiavaresi, possono pensare anche a un pareggio, e arrivano con un buon umore, dato dal pari con la capolista. A Empoli invece si è assistito non solo al ko di Padova, ma che alla contestazione, che comunque non credo ci sarà domenica: i tifosi trascineranno la squadra".

Serie B ostica anche per l'Entella, dunque, ma forse in linea con i progetti di chi si pone come primo obiettivo la salvezza.
"Sicuramente non hanno un'ottima posizione di classifica, ma è la classica situazione di una neo promossa che lotta per salvezza a poche giornate dalla fine, ci sta tutta. È una squadra formata da ragazzi giovani, in tanti al primo anno di B, è normale avere alti e bassi. Però una cosa va detta: è una società che merita la B. Io conosco benissimo il presidente e i vari staff, lo dico su questa base".

Samp e Bari, invece, sembrano non aver capito molto bene la lezione della stagione passata.
"Quello che posso dire, è che spero sempre che possano salvarsi. Ma stanno faticando, il Bari soprattutto ora, mentre la Samp respira, manca poco per centrare la salvezza. I Galletti sono reduci dal ko contro il Monza, che può anche starci, ma viste le poche giornate che mancano al termine della regular season, non deve esserci più Monza che tenga, serve solo fare più punti possibile".

Guardando alla Serie A, si aspettava l'exploit del Sassuolo di Fabio Grosso?
"Conosco l'ambiente, li ho vissuto due anni bellissimi e fondamentali per carriera, e non mi sorprende quello che si sta vedendo visto il livello - alto - della società. Grosso sta facendo un ottimo lavoro, e non è mai scontato, ma con i fatti sta dimostrando che è un signor allenatore: dà qualità alla squadra, fa giocare giovani in un certo modo... ne sentiremo parlare molto di lui".

È pronto per una big o, a esempio, per una Fiorentina che deve risollevarsi?
"Sono del del parere che un allenatore che stanno facendo bene è giusto abbia le sue occasioni e opportunità, anche in piazze dove ci sono pressioni diverse da quelle che magari vive. Fa parte del calcio. Ed è anche giusto essere ambiziosi e volersi misurare con sé stessi e nuovi contesti".

Più in generale, problema attaccanti nel calcio italiano. Si vedono pochi giocatori, specie in Serie A, in doppia cifra, e ancora meno giocati italiani.
"Proprio ieri, mentre guardavo l'Empoli e sentivo parlare di numeri, ho visto che gli azzurri hanno finora segnato 43 gol, mentre l'anno in cui ho fatto coppia con Donnarumma, solo noi due, ne abbiamo segnati 50. Sono tutte situazioni che fanno capire la differenza rispetto a qualche anno fa, anche se viene difficile trovare una spiegazione a questo, è una fase anomala del nostro calcio attuale, sulla quale c'è ovviamente però da riflettere. Mancano proprio numericamente i giocatori, a parte che in qualche squadra, ed è poi normale che anche la Nazionale faccia fatica. Penso però si debba intervenire innanzitutto sui settori giovanili, dove purtroppo - come è noto da recenti vicende emerse - ci sono tanti genitori che pagano per fare giocare i figli, giocatori in campo solo perché qualcuno deve favori a un altro. Ecco, ciò danneggia il calcio, e necessita di un intervento. Dalla base del sistema".

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