TMW - Marani: "Non abbiamo detto no alla possibilità di seconde squadre. Questione di sistema"
A margine dell'evento "Terzo Tempo", in collaborazione con Bosch Tec, il presidente della Lega Pro Matteo Marani ha parlato alla stampa: "Credo che ci sia una questione sociale che riguardi i ragazzi che oggi fanno la Serie C, che sono giocatori di Serie C e che probabilmente temo pochissimi riusciranno ad avere una carriera molto remunerativa. Per gli altri che non l'avranno c'è un obbligo di pensare alla loro formazione. Parliamo di ragazzi che hanno fra i 20 e 30 anni e fra pochi anni usciranno e andranno sul mercato del lavoro. L'obiettivo è quelli di fare in modo che abbiamo degli strumenti maggiori. Per questo, insieme alla Bosch abbiamo deciso di fare questa iniziativa che si chiama 'Terzo tempo' e ci sarà la possibilità di dare a tutti gratuitamente 40 ore di formazione, principalmente sull'area digital e web, per formare delle professionalità in modo tale che i ragazzi, e mi riferisco a quelli più giovani, possano formarsi e avere gli strumenti per poter incominciare a pianificare il loro futuro. Non solo chi è a fine carriera ma anche a chi è a metà o all'inizio, con una prospettiva e uno sguardo a quello che succede nel web. Questa iniziativa è gratuita e sarà data opportunità a tutte le società di aderire e noi speriamo che ci sia una bella risposta, confido in questo perchè credo che sia una bella occasione".
Numeri importanti per le finali playoff di Lega Pro.
"I playoff hanno detto che siamo sicuramente una realtà molto bella. Ma l'aveva già detto il campionato, bellissimo con tre promozioni. C'è stato questo mese molto divertente e molto movimentato con risultati che si ribaltavano all'ultimo secondo fino a questa finale forse diciamo imprevista, impronosticabile che era Lecco-Foggia che però si sono guadagnate tantissimo l'arrivo in finale ribaltando ogni volta il risultato. Il risultato finale, vista la prospettiva della Lega Pro, era il seguito che hanno avuto questi playoff dove abbiamo avuto stadi esauriti quasi ovunque con una risposta di pubblico straordinaria. Ringrazio le piazze perché c'è stata una mobilitazione fantastica e un risultato finale di ascolto con il milione e 100 sfondato di spettatori televisivi superando il 10% di share. E' un record per la storia della Lega Pro ma io sono convinto che questo risultato sia il frutto dell'avvicinamento a questa finale. Cioè di tutte le partite, una per una, che hanno preceduto questa finale e hanno fatto sì che fosse un evento. Poi c'è stata la coincidenza che probabilmente nelle due partite finali non c'erano altri campionati in corso. E' stato un bellissimo spettacolo e tutti hanno visto la forza di questo campionato che l'anno prossimo si annuncia ancora più bello".
Come è stato l'impatto con questo mondo?
"Diciamo che un pochino lo conoscevo perchè ho iniziato la carriera di giornalista partendo dalla C come tutti quanti. E' normale che si faccia. Ho ritrovato un mondo di grande passione, un mondo con tanta gente che mette cuore, voglia e che prova a superare le difficoltà, anche se ogni volta ribadisco che le difficoltà sono ad ogni livello. Tutti hanno i loro problemi e forse quest'anno la Lega Pro è stata più virtuosa di altre situazioni e del recente passato. Questo significa che sono state messe regole importanti e che è stata strutturata bene questa Lega dal punto di vista del rigore. Ho visto grande passione, ho passato settimane e mesi a girare su e giù per l'Italia. Una grande cavalcata, una grande emozione perchè è bello riprendere il contatto e vedere tutto il Paese. E aggiungo, non ultimo, che ho trovato imprenditori e presidenti che andrebbero un po' più sostenuti. Nel senso che spesso si trovano a fare calcio in mille difficoltà, senza aiuto, senza sostegno, con una burocrazia che spesso non ti aiuta e anzi ti ostacola. Malgrado tutto questo continuano e qualche volta è giusto riconoscerlo da parte degli stessi tifosi perchè non è facile fare il calcio in Italia e farlo in mezzo alle mille difficoltà che esistono".
L'Atalanta ha deciso di scendere in Lega Pro con l'Under 23.
"Incominciamo col dire intanto che c'è stata una disponibilità importante da parte dei nostri club e da parte della Lega. Noi non abbiamo detto no alla possibilità di seconde squadre. Abbiamo detto che siamo pronti perchè qui è una questione di sistema, riguarda tutto il calcio italiano. Mai come oggi è attuale il tema dei settori giovanili e quindi dell'impegno che tutti ci dobbiamo assumere rispetto al bene principale che è quello del movimento azzurro. Voi che siete attenti osservatori e vi occupate a tempo pieno del nostro campionato non vi sarà sfuggito che anche col minutaggio abbiamo cambiato. Abbiamo puntato molto sui settori giovanili dando un premio maggiore ai ragazzi che vengono dei settori giovanili".






