Ahi Chelsea, Potter scommessa persa: score disastroso, media punti (quasi) da retrocessione
Dura solo sei mesi, poco più, l'avventura di Graham Potter sulla panchina del Chelsea. Oggi i Blues hanno comunicato l'esonero del manager di Solihull, acquistato - è proprio il caso di dirlo - dal Brighton a settembre scorso versando la bellezza di 23 milioni di euro pur di permettergli di liberarsi dai Seagulls. Una mezza follia, si era detto. Una follia intera, possiamo confermare oggi alla luce dei risultati disastrosi di Potter dal suo sbarco a Londra.
Illusione Champions
Eppure l'avvio sembrava promettente, con le sei vittorie consecutive tra campionato e Champions League dopo l'esordio col pareggio col Salisburgo. Ecco, la Champions League è stata probabilmente l'unico fattore che ha indotto il Chelsea a non cambiare guida tecnica prima, avendo conquistato i quarti eliminando il Borussia Dortmund e superando prima un girone comunque complicato insieme al Milan.
Più sconfitte che vittorie in Premier League
Guardando solo ai risultati in Premier League Potter, probabilmente, avrebbe meritato l'esonero anche prima. L'ex Brighton è rimasto in sella per 22 partite di campionato e lo score è da dimenticare: sette vittorie, sette pareggi e otto sconfitte, per un totale di 28 punti sui 66 disponibili (1,27 punti per gara, una media da retrocessione) che hanno fatto sprofondare il Chelsea all'undicesimo posto in classifica, ben lontano dalla zona Champions e anche dalla zona Europa League. Se ci aggiungiamo anche le eliminazioni al terzo turno sia in Carabao Cup che in FA Cup, il cerchio è chiuso: la scommessa Potter è risultata perdente.






