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Spartak Mosca, ultimi mesi per Tedesco: "Dura stare senza la mia famiglia"

ESCLUSIVA TMW - Spartak Mosca, ultimi mesi per Tedesco: "Dura stare senza la mia famiglia"
© foto di spartak.com
venerdì 26 febbraio 2021 10:27Calcio estero
di Gaetano Mocciaro

Dopo una lunga pausa invernale riprende oggi il campionato russo. Ai microfoni di Tuttomercatoweb il tecnico dello Spartak Mosca, Domenico Tedesco, fa il punto della situazione. Saranno i suoi ultimi mesi sulla panchina del club più popolare di Russia in quanto già a dicembre ha comunicato al club che lascerà al termine di questa stagione, che coincide con la scadenza di contratto.

Domenico Tedesco, si riparte dopo due mesi con lo Spartak Mosca reduce da due sconfitte consecutive. Quanto è servito staccare la spina e poter fare la preparazione?
"L'ultima sconfitta a San Pietroburgo è stata davvero fastidiosa, non solo per il risultato. Soprattutto perché non abbiamo giocato così bene. Ma non è questo il motivo per cui lo stop è stato importante per noi. A causa della pandemia abbiamo avuto solo una brevissima preparazione in estate ed era importante per i giocatori avere qualche settimana di ferie per recuperare fisicamente e mentalmente. E abbiamo avuto il tempo per una preparazione regolare. Potremmo lavorare intensamente sui dettagli tattici e implementare un nuovo sistema. Saremo più flessibili in futuro".

Dopo esser stati primi le ultime sconfitte vi hanno fatto scivolare a -6 dal primo posto. A 11 giornate dalla fine. Qual è il vostro reale obiettivo?
"Le due sconfitte di fine anno ci hanno fatto male. Ma bisogna vedere il percorso completo della squadra. Quando abbiamo iniziato qui nell'ottobre 2019, lo Spartak era dodicesimo e ha avuto un momento difficile dopo cinque sconfitte di fila. Abbiamo concluso la stagione al settimo posto, non molto indietro rispetto alle posizioni valide per un piazzamento europeo e per di più siamo arrivati in semifinale di coppa. Non dimentichiamoci che abbiamo una delle squadre più giovani del campionato. Questa squadra sta crescendo magnificamente. Ora siamo una delle squadre con più possesso palla e se riusciamo a terminare la stagione tra i primi tre sarebbe fantastico".

Facciamo un bilancio della sua esperienza in Russia: che cosa ha trovato in questo campionato e cosa l'ha colpita maggiormente?
"Il campionato russo dall'esterno è sottovalutato. Il livello è davvero buono, tutte le squadre sono tatticamente ben impostate. Prendiamo ad esempio la nazionale russa: ha giocato molto bene all'ultimo Mondiale ed è stata eliminata solo ai quarti di finale, per giunta ai rigori".

È lo Zenit la squadra più forte del torneo?
"Lo Zenit è davvero una squadra forte. Non a caso ha vinto gli ultimi due campionati. Ma ci sono molte altre squadre da considerare: la Lokomotiv Mosca ha una squadra esperta e poi Dinamo Mosca e CSKA hanno molti giocatori di talento. Buone squadre anche Krasnodar, Sochi e Rostov. La concorrenza è grande e la differenza la faranno le partite con le piccole".

Ha sorpreso in Italia l'arrivo di Kokorin. Sei deluso dall'addio del giocatore dopo soli sei mesi? Come valuti il suo periodo allo Spartak?
"Posso capire la sua decisione. Per lui è stata forse l'ultima possibilità di andare in uno dei massimi campionati europei. È davvero un bravo giocatore. Purtroppo qui allo Spartak è stato un po' sfortunato a seguito degli infortuni. Gli auguro buona fortuna a Firenze".

Miracnhuk e Kokorin sono arrivati negli ultimi mesi in Italia, segno che il calcio russo sta guadagnando appeal. C'è un giocatore che l'ha colpita particolarmente e che crede possa fare carriera in una big d'Europa?
"Penso che ci siano alcuni giocatori che sarebbero molto interessanti per l'Europa. Ma non voglio fare nomi adesso, perché non voglio portare via il lavoro agli scout (ride, ndr)".

Domanda d'obbligo: perché questa sarà la sua ultima stagione con lo Spartak Mosca?
"Adoro lavorare qui: lo Spartak è un club così grande. Lo sviluppo della squadra è fantastico. E la vita in una città come Mosca è fantastica, anche le persone sono molto cordiali. Ma a causa della pandemia alcune cose sono cambiate. L'idea era che la mia famiglia, mia moglie e mia figlia potessero visitarmi regolarmente e rimanere ogni volta per alcune settimane qui in Russia. Ma questo non è stato possibile nell'ultimo anno. Raramente ho visto la mia famiglia. Il club voleva che rinnovassi il mio contratto, il che è stato un grande onore per me. Ma nessuno sa con certezza cosa accadrà durante la pandemia. Quindi ho preso questa decisione. Ed era importante per me comunicarlo apertamente e onestamente al club, lo Spartak se lo merita. Ma posso promettere che darò tutto fino alla fine".

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