Real Oviedo, Cazorla: "Ritiro? Non ho il ruolo e l'importanza che vorrei". Su un futuro al club...
Santi Cazorla, capitano e simbolo del Real Oviedo, ha analizzato questo martedì in una conferenza stampa organizzata le ragioni del suo ritiro a 41 anni, dopo 23 stagioni da calciatore professionista. "Si è detto molto sul fatto che spettasse a me decidere, ma non è così. Qui non si tratta di giocare con gli amici a scuola, si tratta di rappresentare un club e di essere tutti convinti di dover remare nella stessa direzione. In questo senso, già durante la scorsa stagione ho percepito alcune cose che mi hanno fatto capire che non ho il ruolo e l'importanza che vorrei avere", le prime parole riportate da Marca.
"Da questo punto di vista, nulla da rimproverare, ciò che pensano le altre parti è rispettabile e non rappresenta un problema per me", ha dichiarato Cazorla. Questo il motivo per cui, sebbene si vedesse a proseguire la vita da calciatore per un altro anno, non gli è stato possibile. Il colloquio con il nuovo tecnico dell'Oviedo, Julián Calero, "è stato decisivo", dato che gli ha detto "ciò che pensava" e lo ha aiutato a "prendere la decisione".
"Non mi sono mai pentito di essere tornato all'Oviedo, anzi, sarei dovuto tornare prima. Tornare al Real Oviedo è stata la decisione migliore che abbia mai preso in vita mia, sono stati tre anni incredibili. Con momenti migliori e peggiori, perché una retrocessione è sempre dura e vorrei essere qui a dire che non continuo perché non ce la faccio in Primera División, ma questi tre anni sono stati meravigliosi dal punto di vista personale", ha spiegato emozionato il centrocampista asturiano.
Interrogato sul suo futuro più prossimo, appesi gli scarpini al chiodo, Cazorla ha confermato che non inizierà a "lavorare nel club", sebbene ringrazi per il fatto che gli abbiano "aperto le porte", ma ritiene di doversi "sedere con la famiglia, prendersi del tempo e decidere in seguito". "A Pachuca direi di dare ascolto alla tifoseria. Non importa la categoria, il sentimento c'è e bisogna renderli felici. Hanno vissuto le due facce della medaglia, quella bella con la promozione in Primera e la spaccatura per cose che non sono state fatte bene".
E ha svelato in chiusura: "Ho parlato molto di questo con il presidente Martín Peláez, ho un ottimo rapporto con lui e credo che siano consapevoli degli errori; spero che non li commettano di nuovo", ha aggiunto il 41enne spagnolo. "Qualche lacrimuccia" quando ha iniziato a ricevere i messaggi post-ritiro l'ha versata, mentre tre momenti hanno segnato la sua carriera: "La promozione in Primera con il Real Oviedo, l'Europeo del 2008 vinto con la Spagna e il debutto in Primera División con il Villarreal".






