Rubiales: "In nome del femminismo non si dovrebbe affondare un uomo senza un processo"
Il TAD ha avviato un procedimento contro il presidente della RFEF, Luis Rubiales, per un reato "grave" e non "molto grave", il che implica che il Governo non potrà sospenderlo e che sarà squalificato massimo per 2 anni.
Luis Rubiales si è espresso così dopo il susseguirsi di notizie: "Lo scorso 20 agosto ho commesso degli errori evidenti, di cui mi pento sinceramente e di cuore. È vero che per tali errori ho chiesto perdono perché era giusto; e ora lo faccio di nuovo con umiltà. Lo faccio con convinzione e con l'obiettivo del miglioramento. Ho imparato che non importa quanto grande sia la gioia e profonda l'emozione, anche quando SI VINCE UNA COPPA DEL MONDO, i leader sportivi dovrebbero essere tenuti a mostrare un comportamento esemplare, e il mio non lo è stato. Ribadisco quindi, ancora una volta, le mie scuse ai calciatori, alla Federazione e agli altri enti calcistici in modo chiaro, enfatico e incondizionato. Anche ai tifosi di calcio e a tutti coloro che potrebbero essersi sentiti offesi dalle mie azioni. Ho dato anche le spiegazioni corrispondenti, raccontando la verità di quanto accaduto. È la mia unica versione, quella che ho mantenuto dal primo momento e che continuo a difendere e non modificherò. La spontaneità e la felicità del momento storico ci hanno portato a compiere un atto reciproco e consensuale, frutto di grande entusiasmo. In nessun momento c'è stata aggressività, anzi, non c'è stato nemmeno il minimo disagio, ma piuttosto una gioia traboccante in entrambi. Ribadisco: con il consenso di entrambe le parti, sia negli abbracci affettuosi, sia nel culmine e successivo addio ricco di affettuosi gesti reciproci, avvenuto nella fase di consegna delle medaglie. Prove, relazioni di esperti, documentazione, video, ecc. sono state fornite e continueranno ad essere fornite. prove pertinenti che dimostrino la realtà di quanto accaduto. Le prove non sono opinioni, sono fatti evidenti. Fin dall'inizio, la RFEF, attraverso il suo dipartimento INTEGRITÀ, ha svolto le procedure pertinenti. Sono stato chiamato e ho collaborato per chiarire i fatti. Sono il più interessato. Continuerò a collaborare in tutti gli ambiti affinché tutto questo venga raggiunto fino in fondo. In questo senso ho fatto ricorso anche alla procedura aperta dalla FIFA per difendere la mia posizione. E continuerò in tutti quegli altri, nei quali potrò dimostrare la mia onorabilità. Mi preoccupa soprattutto che alcuni di coloro che devono proclamare e contribuire a garantire la separazione dei poteri nel nostro Paese insistano per prendervi parte e fare pressione su di me, invece di lasciare che la giustizia agisca con tutte le garanzie, restando in disparte. Durante tutto questo periodo ho subito un linciaggio politico e mediatico senza precedenti dal quale sono rimasto completamente ai margini. Non solo a livello nazionale ma globale. Nonostante ciò, ho sentito anche il crescente sostegno delle persone per strada e sui social media. Sento che qualcosa è cambiato e di fronte a tale falsa ingiustizia e al giudizio pubblico, i cittadini comuni, donne e uomini, si sono uniti. Voglio ringraziarti qui e ora. È giunto il momento di ringraziarti infinitamente per il tuo immenso sostegno, per aver creduto in me, per non esserti lasciato trasportare da questa campagna fabbricata contro di me. Il sostegno popolare mi rafforza nell’idea che la questione sia stata amplificata ed estrapolata dal contesto per altri motivi. Continuo a confidare nell’indipendenza degli organi in cui si deve risolvere la questione, nonostante la pressione politica e di alcuni media sia tanto interessata quanto brutale, poiché l’informazione su questo argomento è sottoposta a una moltitudine di manipolazioni , bugie e censure, ma la verità ha una sola strada ed è per questo che, ripeto, confido che venga fatta giustizia. Oggi la TAD ha deciso di aprire un fascicolo su di me. Non essendovi motivo, secondo la delibera assunta da detto organo, di qualificare un atto come MOLTO GRAVE, non potrà essere applicata una sospensione provvisoria da parte del Consiglio di Amministrazione di CSD. Continuerò a difendermi per dimostrare la verità. Voglio inviare un messaggio a tutte le brave persone nel nostro Paese e oltre i nostri confini, comprese quelle donne che sono state davvero attaccate e che hanno il mio pieno sostegno e comprensione: non è una questione di genere, è reale. In nome del femminismo non dovremmo cercare di abbattere un uomo – o una donna – senza un giusto processo. L’uguaglianza riguarda gli stessi diritti per tutti. La giustizia viene applicata alle persone senza genere dovendo determinare in anticipo il risultato".






