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Tifosi degli Spurs contro De Zerbi. E quella volta che impedirono l'arrivo di Gattuso

Tifosi degli Spurs contro De Zerbi. E quella volta che impedirono l'arrivo di GattusoTUTTO mercato WEB
Gaetano Mocciaro
ieri alle 23:56Calcio estero
Gaetano Mocciaro

In queste ore i tifosi del Tottenham hanno palesato il loro malcontento nella scelta del club londinese di puntare su Roberto De Zerbi per la sostituzione di Igor Tudor. Il punto focale è la presa di posizione del tecnico, durante il suo periodo al Marsiglia, nei confronti di Mason Greenwood. L'attaccante, incriminato per tentato stupro, è stato successivamente scagionato. Il tema è molto dibattuto ancora adesso in Inghilterra e De Zerbi ha definito il giocatore come una brava persona. Da qui la reazione dei tifosi Spurs, che hanno avviato la campagna "Not to De Zerbi".

Il caso Gattuso
Non è il primo caso in cui al Tottenham il possibile arrivo di un allenatore italiano è stato accompagnato da forti polemiche. Torniamo indietro al 2021 e gli Spurs sembravano a un passo da Rino Gattuso. I tifosi della squadra del Nord di Londra avevano ancora impresso le immagini di dieci anni prima, quando l'allora centrocampista del Milan prese per il collo Joe Jordan, all'epoca allenatore in seconda degli Spurs. Ma la cosa per molti sostenitori veramente indigesta sono state alcune dichiarazioni di Gattuso, nello specifico un: "Non riesco a vedere davvero le donne nel calcio. Non mi piace dirlo ma è così". In riferimento a una divisione di responsabilità tra Adriano Galliani e Barbara Berlusconi al Milan. Anno di grazia 2013. E poi una frase a seguito di alcuni insulti razzisti ricevuti da Kevin-Prince Boateng nel corso di una partita amichevole del Milan contro la Pro Patria: "Quante volte abbiamo sentito dei boo contro dei giocatori bianchi? Essuccesso anche a me, ma non ho dato importanza. Boateng si è sentito offeso ma continuio a non vedere del razzismo. Si tratta solo dell'ultimo gesto di una minoranza di idioti". Altra frase incriminata, datata 2008: "Il matrimonio in chiesa deve essere tra uomo e donna, anche se siamo nel 2008 e ognuno fa quello che vuole. Io credo nell'istituto della famiglia da quando sono piccolo e per qualcuno che ha fede il matrimonio omosessuale è molto strano". Tanto è bastato per tacciare Gattuso di razzismo, maschilismo e omofobia. Con tanto di hashtag #NoGattuso che portò effettivamente il Tottenham a desistere, virando su Nuno Espirito Santo.

L'amarezza del tecnico
Lo stesso Gattuso ammetterà tempo dopo, nel corso di un'intervista a Il Mattino: "La delusione è stata grande. Mi hanno descritto in modo diverso da quello che sono. E non c’è stato niente da fare. Il mio dispiacere è di non aver avuto la possibilità di difendermi. Di spiegare che quello raccontato dalla gente in Inghilterra non ero io. Ho dovuto accettare una storia che mi ha fatto male più di qualsiasi sconfitta o esonero. Ed è accaduta in un momento in cui nessuno vuole prendere atto della pericolosità del web".

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