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Inter, è lo scudetto di Conte e di Pirlo. Caos arbitri, Gravina è ora che indaghi. Milan, mercato al contrario

Inter, è lo scudetto di Conte e di Pirlo. Caos arbitri, Gravina è ora che indaghi. Milan, mercato al contrarioTUTTOmercatoWEB.com
lunedì 03 maggio 2021 08:00Editoriale
di Michele Criscitiello
Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb

Finalmente è finito il dominio della Juventus. Non ce ne vogliano i tifosi bianconeri ma il sistema calcio italiano aveva bisogno di una ventata di freschezza. 9 anni di tricolori a Torino avevano stufato. Speravamo, con Ronaldo, di vedere una Coppa in più e uno scudetto in meno. Invece la Coppa che conta non è arrivata ma lo stop al tricolore sì. Merito di Pirlo. Solo una scelta folle in panchina poteva spalancare le porte all'Inter che non vinceva da 11 anni. Un anno di Milan e nove di Juventus. Per l'Inter è l'ora del riscatto ma la famosa domanda "è più merito dell'Inter o demerito della Juventus?" resta sempre di stretta attualità. Vincere non è mai semplice. Complimenti a Conte ma anche a Marotta. Insieme hanno saputo tenere unito il gruppo. Non era facile quando i calciatori non prendono gli stipendi e devono rinunciare ai premi. Va bene che sono miliardari ma togliere un euro a un calciatore è più complicato che togliere un ciuccio ad un bambino. L'Inter ha vinto con l'unione del gruppo. Era la più forte, insieme alla Juventus, ma ha vinto perché è stata più squadra e perché aveva un allenatore e un dirigente che sanno come si vince. In Italia. Il Milan si sapeva che sarebbe stato un fuoco di paglia per il primo posto. E così è stato. Pensavamo ad un testa a testa tra Inter e Juve ma la testa la Juventus l'ha persa. Nulla contro Pirlo ma, siccome abbiamo parlato a settembre, oggi ricordiamo quanto detto. Agnelli ha sbagliato tutto. Dall'addio di Marotta in poi, purtroppo, la Juventus si è persa. Troppi errori sul mercato, l'investimento Ronaldo, il caso Suarez fino ad arrivare alla scelta di Andrea Pirlo. Vanno bene le scommesse, non vanno bene gli azzardi alla cieca. Paghi e hai pagato. Vince l'Inter, con merito. Grande merito. Conte in due anni ha fatto quello che doveva. Il 31 maggio i cinesi pagheranno gli stipendi che mancano. I premi cancellati. Il prossimo mercato sarà oculato, come lo scorso gennaio. Se non si vende non si compra. Difficile migliorare questa squadra senza soldi. Serve il salto in Europa ma attenzione perché il gap la Juve lo potrebbe ridurre facilmente. Basta fare, a Torino, le cose semplici.
Nel frattempo nel ciclone tornano gli arbitri, o meglio, il sistema arbitrale. Ne stiamo parlando da diverse settimane ma se non entra in campo la Procura della Repubblica al calcio fa comodo girarsi dall'altra parte. Gravina è stato rieletto e deve fare pulizia e chiarezza anche nel mondo arbitrale. Vi avevamo detto che basta mettere il naso in questo sistema che si chiama Aia ed esce di tutto. Trentalange è arrivato dopo ma, come già scritto, farebbe prima a dimettersi che ad iniziare a lavorare. La più grande delusione è Nicola Rizzoli. Abbiamo anche messaggi del designatore che manda ad alcuni dirigenti di serie A dove protesta e si lamenta se un club alza troppo la voce. L'AIA ha bisogno di una pulizia ma soprattutto, leggete l'editoriale di 4 settimane fa, avrebbe bisogno di un organo della FIGC che vigili sul mondo arbitrale. I designatori stanno sbagliando tutto e i risultati in campo sono pessimi. Il cambio generazionale è stato peggiore di quello precedente. Se Gravina non interviene, in tempi rapidi, significa che accetta questo sistema.
Un passaggio sul mercato del Milan che si sta giocando la qualificazione in Champions con dieci calciatori in scadenza di contratto. Un errore colossale. Un errore è stato anche quello di rinnovare, tra 11 calciatori in scadenza, solo Ibrahimovic. Sono partiti dal più vecchio, a 7 milioni di euro. Donnarumma è sempre più lontano e perdere un talento del vivaio, classe 1999, a zero è una sconfitta di tutta la società. Tanti rinnovi sono ancora fermi sulla scrivania di Gazidis. Il Milan ha peccato di inesperienza ed è arrivato troppo lungo sui temi dei rinnovi. Oggi ne paga le conseguenze. L'unica speranza è il ritorno in Champions League, altrimenti qualcuno (Gazidis) dovrebbe dare delle spiegazioni ma soprattutto prendere una decisione: al Milan, senza risultati, si va a casa. Lui, finora, non è mai stato messo in discussione e sinceramente dopo i fallimenti sul campo, sul mercato e con la SuperLega non ne comprendiamo il motivo.

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