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Inter: ecco Calhanoglu, il miglior piano b possibile. Milan: tanta coerenza ma occhio a Kessie (e al suo entourage…). Juve: Ronaldo va e ci fermiamo qua. Italia: un solo vero imprescindibile. E su Donnarumma…

Inter: ecco Calhanoglu, il miglior piano b possibile. Milan: tanta coerenza ma occhio a Kessie (e al suo entourage…). Juve: Ronaldo va e ci fermiamo qua. Italia: un solo vero imprescindibile. E su Donnarumma…TUTTOmercatoWEB.com
martedì 22 giugno 2021 08:00Editoriale
di Fabrizio Biasin

Amici! Connazionali! Italiani! Come si fa a non partire dall’Europeo? Il rischio di scrivere banalità è enorme, ma noi lo scanseremo sapientemente.

Che bella l’Italia che unisce gli italiani! Dopo un anno e mezzo di sofferenza! L’Italia che rappresenta tutti noi! Che bello lo spirito di gruppo! Si vede che sono tutti uniti! E tutti e 26 sono titolari! E se uno sta in panchina non si incazza, perché fa il tifo per quell’altro! Che bello! Fratelli d’Italia! Dell’elmo di Scipio! L’Italia chiamò! Zum.

Se ci verranno in mente altre ovvietà, le aggiungeremo.

Che poi il dato di fatto è che davvero funziona tutto a meraviglia, al punto che non sai più a cosa attaccarti per creare una polemica, un fastidio, un vaffanculo qualunque. Niente, Mancini e i suoi sono stati fin qui fenomenali e pur non avendo ancora concretizzato una mazza, un risultato lo hanno già raggiunto: dopo gli anni delle figure da fessi, della Svezia che ci umilia, di noi costretti a fare gli spettatori mentre gli altri se la giocano in terra russa… siamo ufficialmente tornati! Questi 26 tizi ci consentono di mostrare la cresta con il resto dell’Europa! Bravi davvero!

(E ora basta punti esclamativi che sono patetici).

Bene, ci tocca l’Austria di Arnautovic e ognuno - come è normale che sia - ha la sua formazione azzurra in testa. Ecco, se è vero che sono tutti interscambiabili, consentite al minchione qui presente di pensare che ci sia un solo, vero insostituibile: quello con zero presenze in serie A.
Marco Verratti è oltre il “bravo giocatore”, è una iena. Tocca tutti i palloni del mondo, non ne perde uno, non conosce la giocata banale, ha esperienza da vendere. Per noi, una maglia, deve essere sua.

Stop alle sviolinate, ci sono le balle di mercato che, miracolo!, questa settimana sono persino veritiere.

Oggi Calhanoglu firma per l’Inter. Contratto triennale. Guadagnerà 5 milioncini netti, che sono parecchi per un club teoricamente in crisi nera. Il turco lascia il Milan a parametro zero e permette ai cugini di realizzare un piccolo capolavoro.

Badate bene, qui non si tratta di sostituire Eriksen, ma di ovviare a un problema serio (consegnare un centrocampo completo a Inzaghi in attesa di capire cosa potrà o non potrà fare il campione danese). Ebbene, riuscire a chiudere con il giocatore che nella stagione 2020-21 ha dominato la classifica “occasioni create nei maggiori 5 campionati” (98, dati Opta) significa avere idee chiare e grande prontezza di riflessi.

Cahlanoglu è più forte di Eriksen? Almeno per chi scrive no, non lo sarà mai. Trattasi di soluzione migliore possibile, viste le circostanze? Sì, lo è.

E allora bravi Marotta e Ausilio, ovvero il management dell’area sport nerazzurra che viaggia veloce verso il rinnovo contrattuale. Nei giorni scorsi si era parlato di possibile addio di Don Beppe, prontamente smentito dal diretto interessato: l’ad resta, il ds pure e lo fanno “a lunga scadenza” con il benestare della famiglia Zhang. Gran bel segnale per il club, per i tifosi e, ovviamente, per i diretti interessati, che a differenza di Antonio Conte, pensano sia ancora possibile stare ai vertici, nonostante tutto. “Un buon equipaggio si vede nel mare in tempesta”. Questa massima, appena inventata, fa schifo, ma ormai è scritta.

E il Milan. Una parte dei tifosi rossoneri manifesta un filo di nervosismo (“ma come, dopo Donnarumma perdiamo pure Calhanoglu a zero?”), altri apprezzano la linea coerente del club (“hanno fatto un’offerta ai giocatori e da quella non si discostano”). La verità è che Maldini e dirigenza del diavolo hanno ben lavorato nell’ultimo biennio e la riprova è nel bilancio: i rossoneri hanno dimezzato il debito in piena pandemia. Cosa non banale, complimenti davvero.
Poi è importante che le linee guida contemplino talune eccezioni, perché i giocatori - così è - non sono tutti uguali. A tal proposito veniamo alla faccenda Kessie, giocatore in scadenza nel 2022: l’entourage del centrocampista è disponibile a rinnovare per 6 milioni di euro a stagione, il club non vuole andare oltre i 4.5 (più o meno il doppio di quanto percepisce ora). Pare che le posizioni siano piuttosto congelate, pare anche che lo stesso entourage sia indispettito dalla situazione.

Ecco, se per Donnarumma e Calhanoglu certi ragionamenti possono anche avere un senso (e comunque i due erano “scaduti”), per uno che è stato nettamente tra i migliori giocatori della stagione 20-21 uno strappo alla regola è doveroso, altrimenti si rischia di perdere un altro punto cardine del gruppo arrivato al secondo posto e si rischia pure di far perdere la pazienza a un “santo” come Stefano Pioli.

E a proposito di ex milanisti, ieri Donnarumma ha eseguito le visite mediche per il Psg. Buon per lui, che prende una strada legittima (va a giocare in una delle squadre più forti del mondo!) ma lo fa nella maniera sbagliata, ovvero senza comunicare. Non è accettabile che un giocatore cresciuto, coccolato e diventato ricco in un club, lasci quello stesso club senza un minimo di riconoscenza (sì, parliamo anche di plusvalenze). Per carità, le regole lo consentono e sono proprio quelle che vanno cambiate, viceversa assisteremo sempre di più alla migrazione di giocatori che sono costati cifre assurde verso club più generosi.

A ben vedere questa sorta di “fotti-fotti” generale tra club è già triste usanza: fa felice procuratori e giocatori, ma non consente di immettere quattrini nel sistema. Praticamente il modo migliore per portare il calcio all’autodistruzione.

Ci si domanda perché Donnarumma sia stato fischiato all’Olimpico… Per come ha gestito (ed è stato gestito) il suo addio, c’è poco da stupirsi.

E poi la Juve, ovvio. Tutto ruota al solito domandone: Ronaldo che fa? La Juve lo sa già, è evidente. Ogni segnale ci porta a credere che il campione portoghese lascerà Torino. Poi però arriva la seconda domanda: dove andrà? Non avendo lo straccio di una risposta - perché non ce l’abbiamo - facciamo un vigliacchissimo passo indietro.

La certezza è che i bianconeri devono rinnovare Dybala, a scadenza nel 2022: ripartire senza un nuovo contratto significherebbe dover tornare al barbosissimo ragionamento di prima, che vale per l’argentino, per Kessie, ma anche per Brozovic e per tutti quelli che “spaventano” i loro datori di lavoro mostrando il loro cartellino ormai liso. Bah.

Ps. La Danimarca ha stravinto con la Russia e ha passato il turno. Mai qualificazione è stata più bella, meritata, quasi doverosa visto quello che è successo. E non c’è bisogno di aggiungere altro.

Buon Europeo a tutti.

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